Tutto sulla coltivazione dell’aglio

L’aglio, a differenza degli altri ortaggi, è una specie che si consuma come condimento e non come pietanza, ma in questo ruolo è talmente comune e frequente che vale la pena avviarne una piccola produzione domestica.

Si tratta di una coltura a ciclo abbastanza lungo, che in tutto il tempo di permanenza all’aperto non richiede cure laboriose e si accontenta anche di poca acqua, aspetto molto comodo e vantaggioso.

Di seguito i dettagli per una coltivazione ecosostenibile e soddisfacente dell’aglio.

Aglio: specie e famiglia botanica

L’aglio (Allium sativum) è una specie erbacea perenne che appartiene alla famiglia delle liliacee, la stessa in cui troviamo cipolla, porro, scalogno, asparago e anche tante belle bulbose da fiore come i gigli, i narcisi, i tulipani e altri ancora.

Si tratta di un ortaggio da condimento di antichissimo uso, coltivato quasi in tutto il mondo, dove, benché botanicamente sia una specie perenne, viene gestito come specie annuale, perché viene raccolto una volta che il bulbo ha raggiunto la dimensione ottimale, quando l’intera pianta è secca. Infatti, se venisse lasciata in campo, si riprodurrebbe autonomamente mediante moltiplicazione dei bulbi, e in questo senso è considerata una perenne.

La pianta occupa ben poco spazio, avendo un unico stelo senza diramazioni, che in realtà è un falso fusto composto dalle foglie guainanti. Alla base delle foglie si forma il bulbo che è composto da tanti bulbilli, ed è proprio la testa di aglio come la conosciamo. Con una superficie ridotta è possibile ottenere una buona produzione di aglio, tenuto conto che trattandosi di un condimento se ne fa un consumo limitato.

Esigenze climatiche e pedologiche

L’aglio è una pianta che ama i climi temperati e asciutti, e durante le prime fasi di crescita ha esigenze termiche modeste, tanto che può resistere a molti gradi sotto lo zero. Per questo può essere seminato in autunno e passare l’inverno in campo. Per la germogliazione dei bulbetti devono però esserci almeno 5 °C. Temperature troppo alte poi impediscono la formazione del bulbo: le prime fasi di crescita della pianta dovrebbero potersi svolgere a temperature inferiori a 15 °C, e questa è la ragione per cui l’aglio può essere trapiantato al massimo verso febbraio e non in primavera. La pianta necessita quindi di soddisfare un certo “fabbisogno in freddo”, quella caratteristica che hanno varie specie vegetali, le quali non riescono a produrre se non hanno trascorso un certo periodo a temperature basse.

In seguito, per la differenziazione del bulbo servono giornate crescenti e temperature primaverili. Il bulbo forma degli specifici rivestimenti chiamati tuniche, che sono quello che comunemente consideriamo la buccia della testa di aglio.

Per quanto riguarda il terreno, l’aglio si adatta facilmente a svariate situazioni, però predilige quelli drenati bene e permeabili, con pH vicino alla neutralità o appena acido. Nel caso di terreno argilloso, certamente la sistemazione in aiuole sopraelevate è consigliata, poiché favorisce il drenaggio.

La preparazione del terreno

La preparazione del terreno per l’aglio segue le stesse procedure di base valide per gli altri ortaggi, ovvero un allentamento del terreno in profondità, mediante vanga o forcone, l’affinamento delle zolle mediante la zappa e infine il livellamento della superficie con un rastrello da orto, a denti corti e rigidi.

Nell’orto conviene coltivare l’aglio su un’aiuola a sé stante, evitando la consociazione con altre specie, a causa del fatto che richiede molte meno irrigazioni rispetto alla maggior parte di queste.

La concimazione deve avvenire al momento della preparazione del terreno e quindi prima della semina.

I prodotti che si consigliano sono:
  • Bioactive: è un fertilizzante che apporta elementi nutritivi e contiene anche inoculi di micorrize, quei funghi che instaurano simbiosi positive con le piante. Le piante ottengono uno stimolo radicale e una certa protezione dai patogeni, mentre i funghi prendono dei carboidrati necessari al loro sviluppo. Bioactive contiene anche Trichoderma, altro fungo benefico che migliora la resistenza delle piante ai patogeni responsabili delle tracheofusariosi o delle tracheoverticillosi;
  • Humus di Lombrico: è un fertilizzante speciale, che si ottiene dalla digestione del letame da parte dei lombrichi, i quali lo trasformano in un ammendante particolarmente ricco di enzimi ed elementi nutritivi; un aspetto interessante di questo prodotto è che è inodore, e ciò lo rende adatto anche alle coltivazioni urbane, che si trovano in prossimità di altre abitazioni;
  • Brave Crescita Sana: è un prodotto che contiene sostanza organica umificata, batteri della rizosfera e inoculi micorrizici, e quindi oltre a nutrire, genera un effetto protettivo;
  • Ortofrutta Bio: è un cocnime organo-minerale, adatto a tutti gli ortaggi e le piante da frutto, che ricevono tutti gli elementi nutritivi di cui hanno bisogno;
  • Lo Stallatico: è il fertilizzante organico più utilizzato da coloro che gestiscono un orto o un frutteto, poiché è adatto praticamente a tutte le specie. Apporta un nutrimento equilibrato e sufficiente per le esigenze dei vari ortaggi e fruttiferi.

La semina dell’aglio

Una delle caratteristiche più peculiari dell’aglio è che la sua moltiplicazione avviene praticamente solo per via vegetativa: non utilizziamo semi o piantine germinate da seme per avviare la coltivazione, ma i bulbetti di aglio selezionati appositamente per la propagazione.

In genere si acquistano teste di aglio certificate per la semina, in modo da avere garanzia di sanità dalle patologie vegetali e una certezza sulla varietà, e le dividiamo nei singoli spicchi. Per la semina si utilizzano quelli esterni, che sono i più grandi. Non bisogna sbucciarli, soltanto separarli e interrarli di 3 o 4 cm, tenendo la punta rivolta verso l’alto. La distanza tra un bulbetto è l’altro deve essere di circa 15 cm, mentre tra le file conviene lasciarne anche 30, per poter passare, successivamente, col tridente o con la zappa per sarchiare e rimuovere le erbe infestanti.

Dopo l’interramento i bulbetti non si annaffiano, poiché la semina avviene in autunno o sul finire dell’inverno, due periodi in cui il terreno in genere è umido e si verificano normalmente le piogge.

Varietà di aglio

Le diverse varietà di aglio fanno parte di due grandi gruppi principali:

  • aglio bianco o comune: è quello dalle tuniche esterne di colore bianco. Di solito gli spicchi sono grandi e regolari, in numero di 14-15, e il ciclo della pianta è piuttosto lungo;
  • aglio rosa o precoce: le tuniche esterne sono bianco-rosate, la testa è abbastanza grande con circa 20 spicchi piccoli. L’aglio rosa è particolarmente adatto alla semina autunnale.

L’Aglione

Una tipica varietà di aglio è l’aglione della Valdichiana, così chiamato proprio per le sue grandi dimensioni, talmente grandi da riempire spesso anche il palmo di una mano. Lo si utilizza per la classica preparazione toscana chiamata “pici all’aglione” e il suo sapore è molto più delicato rispetto all’aglio classico. Sta diventando raro, pertanto coltivarlo è anche un modo per preservare la biodiverisità.

Irrigazioni

Come anticipato sopra, l’aglio non richiede molti interventi di irrigazione, e questo lo rende una coltura adatta a quelle situazioni in cui c’è poca disponibilità di acqua.

Considerando che la raccolta avviene nel periodo estivo con le piante completamente secche, i rari interventi di irrigazione potranno svolgersi in primavera, a seconda dell’andamento meteo.

Scerbature

Il fatto che l’aglio venga irrigato poco può rappresentare un vantaggio in termini di una ridotta crescita di molte specie infestanti; tuttavia, ve ne sono molte adattate a crescere anche in condizioni di bassa disponibilità idrica. Il risultato è che si deve provvedere spesso a eliminarle, mediante tridente o zappa tra le file, attrezzi che smuovono la terra e la ossigenano, e con estirpazioni manuali di quell’erba che nasce proprio vicino alle piante di aglio. In questo secondo caso bisogna stare attenti a estrarle con le radici, tenendo ferme le piante di aglio con una mano per evitare che vengano divelte insieme alle infestanti.

Concimazioni aggiuntive

L’aglio è una coltura a ciclo lungo, pertanto può valere la pena, in primavera, aggiungere manciate di Ortofrutta Bio per apportare nuovo nutrimento. Lo si può fare in occasione delle zappettature o sarchiature che si praticano per smuovere la terra e togliere l’erba spontanea.

Protezione della coltura di aglio con i corroboranti

Una coltura che sta in campo molti mesi come l’aglio deve ricevere un minimo di protezione dalle avversità che possono colpirla. Ciò non significa ricorrere a prodotti fitosanitari veri e propri, ma anche solo ai preziosi corroboranti. Essi sono sostanze di origine naturale che proteggono le colture dalle avversità biotiche e abiotiche, poiché migliorano la resistenza naturale delle piante a funghi, insetti, batteri, colpi di insolazione ecc.

Si consigliano i seguenti corroboranti:
  • Zeolite: è una fine farina di roccia da diluire in acqua per trattamenti sulla parte aerea di tutte le piante da orto e da frutto. La zeolite assorbe l’umidità presente sui tessuti vegetali, ed elimina in questo modo le condizioni predisponenti le patologie fungine. Inoltre, la pellicola abrasiva che resta sulla vegetazione dopo il trattamento ostacola le attività trofiche dei vari insetti dannosi;
  • Lecitina di Soia: è una sostanza che si estrae dai semi della soia e protegge le piante dalle patologie fungine poiché migliora la resistenza delle loro pareti cellulari;
  • Caolino: è una farina bianca derivante da rocce argillose e protegge le piante dagli attacchi di insetti, da malattie e anche dalle scottature da sole. Anche in questo caso, come per la zeolite, serve una diluizione in acqua per eseguire il trattamento.

Avversità

Le piante di aglio, durante il lungo ciclo colturale, possono subire attacchi di insetti dannosi o di malattie fungine. I più comuni problemi sono:

  • ruggine: la patologia è causata dal fungo Puccinia allii. La si riconosce bene per la presenza di pustole giallo aranciato o brune, che ricordano per l’appunto la ruggine. Le foglie possono seccare, con conseguenze negative sulla formazione dei bulbi. Il fungo resta nel terreno conservandosi mediante particolari spore, per questo sono importanti le rotazioni colturali per prevenire la patologia. Quando si manifesta, la ruggine può essere fermata irrorando sulle piante alcuni prodotti a base di rame, come Rame Active, la cui assimilazione è favorita dal contenuto di particolari sostanze del regno vegetale, i lignosolfonati;
  • mosca dell’aglio: si tratta di un dittero che attacca l’aglio che si trovano in prossimità di colture di tartufo bianco. Quest’ultimo viene colpito in autunno, poi l’insetto sverna e in primavera attacca le piante di aglio. Il danno che l’insetto provoca è un insieme di erosioni e sfibrature, causate dalle larve nelle foglie delle piante ancora piccole. Ai primi segni della presenza dell’insetto possiamo trattare le piante con Olio di Neem, che ha un effetto deterrente.
  • cosside dell’aglio: si tratta di un insetto, le cui grandi larve attaccano i bubi, erodendoli e svuotandoli internamente. Possono continuare a compiere danni anche all’aglio raccolto e conservato in cantina o in magazzino, pertanto bisogna stare attenti.

Raccolta dell’aglio fresco

Possiamo iniziare a raccogliere l’aglio anche prima della maturazione vera e propria, quando lo stelo è ancora verde, se ci interessa utilizzare anche questo. L’unica accortezza da ricordare è che l’aglio raccolto fresco si conserva per un tempo limitato e va tenuto in frigorifero, poiché contiene ancora molta umidità. Conviene quindi raccogliere solo quello che serve al momento.

Raccolta finale e conservazione post raccolta

Per la raccolta dell’aglio finalizzata alla conservazione, bisogna attendere che le piante siano completamente secche. Da una coltura di aglio si può ottenere una produzione di 100 quintali ad ettaro, che significa, in proporzione, 1 kg al metro quadrato, se intensiva. Lasciando più spazio tra le file, come suggerito sopra, in modo da poter zappare per togliere l’erba infestante, la produzione è però inferiore.

Il metodo tradizionale di conservazione dell’aglio è mediante trecce appese, formate utilizzando gli steli secchi. In alternativa si possono anche tenere in cassette, meglio se disposti in strati bassi.

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