Solfato ferroso: a cosa serve e come usarlo contro la clorosi ferrica

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Il solfato di ferro, o solfato ferroso, è uno dei prodotti più utilizzati per risolvere un problema che si presenta abbastanza di frequente sulle piante coltivate, ovvero l’ingiallimento dovuto alla carenza di ferro, o clorosi ferrica.

Tante volte infatti capita di vedere le foglie ingiallirsi. Questo capita non solo sulle piante da orto ma anche su tante ornamentali come, ad esempio, le ortensie, o specie arboree da frutto. Ci si chiede, ragionevolmente, se le piante in questione non abbiano ricevuto abbastanza concimazione e si può ipotizzare erroneamente una carenza di azoto.

Sintomi di clorosi

La clorosi ferrica è riconoscibile per gli ingiallimenti che iniziano dalle foglie più giovani e dai germogli in accrescimento. Nei casi più gravi questi organi assumono una colorazione quasi bianca, e i margini fogliari tendono a disseccare. Le nervature della foglia restano invece più scure.

Tra gli ortaggi più facilmente soggetti alla clorosi ferrica ci sono alcuni cavoli, come il cappuccio, il cavolfiore e il cavolo di Bruxelles, i fagiolini, le fragole, soprattutto se coltivate in serra, le patate. Le foglie delle patate affette da clorosi, oltre a manifestare un ingiallimento internervale, possono anche assumere un aspetto ripiegato a coppa. Tra le specie arboree, vanno particolarmente soggette a clorosi la vite e gli agrumi.

Il ferro riveste un importante ruolo nel metabolismo delle piante, in quanto è coinvolto nelle funzioni della fotosintesi clorofilliana e nella respirazione. Senza una buona quantità di ferro nei tessuti vegetali, la sintesi della clorofilla risulta penalizzata e la conseguenza è proprio l’ingiallimento.

Sebbene il ferro faccia parte dei microelementi della nutrizione dei vegetali, in tale gruppo è quello richiesto dalle piante in quantità maggiore rispetto agli altri (rame, zinco, molibdeno, boro, manganese, ecc.).

Cause comuni

Imputare i sintomi da clorosi direttamente alla carenza di ferro è riduttivo, in quanto in realtà terreni con gravi carenze di questo elemento sono molto rari. Risulta invece molto più frequente la situazione in cui il ferro sia presente e addirittura abbondante, ma in una forma tale che le piante non possono assimilarlo a causa di condizioni quali:

– pH del suolo alcalino o sub alcalino, che rendono questo elemento insolubile o poco solubile per l’assorbimento radicale. Le piante infatti possono assorbire gli elementi nutritivi dalla “soluzione circolante” ovvero l’acqua presente nel suolo;

– tenore elevato di calcare;

– elevata presenza di fosforo: ciò provoca la formazione di fosfati di ferro, sali in cui il ferro è bloccato;

– squilibri con altri elementi nutritivi con i quali può sussistere antagonismo o una interazione negativa, come magnesio, manganese, calcio, zinco e rame. In particolare, è molto rilevante il rapporto ferro/manganese contenuto nella parte aerea delle piante (steli e foglie), che deve essere tra 2 e 2,5. Se questo valore è più alto, si verifica una carenza di manganese, se è inferiore può invece manifestarsi una clorosi ferrica;

– ristagni idrici nel terreno, dovuti ad un cattivo drenaggio.

Rimedi

In generale, un buon contenuto di sostanza organica è già di per sé un fattore che limita il rischio di clorosi ferrica, perché favorisce l’assorbimento di tale elemento sotto forma di chelati, ovvero composti di ferro solubili.

Una buona concimazione di fondo con buoni concimi organici è quindi il punto di partenza imprescindibile quando si tratta di preparare il terreno per l’orto o per la messa a dimora di nuove piante, ma nel caso di carenze conclamate su piante perenni o su altre colture già in corso, è necessario apportare del nutrimento con concimi specifici a base per l’appunto di solfato ferroso.

Sono disponibili ottimi prodotti a base di solfato ferroso per la risoluzione di questo problema come:

Vitafer

Si tratta di un concime ad alto contenuto di ferro, solubile al 18% e adatto a tutte le colture, e indicato soprattutt­o per suoli alcalini o con alto tenore di calcare. L’ideale è utilizzarlo in via preventiva, durante la preparazione del terreno che si esegue prima di semine e trapianti. Oltre all’impiego sulle piante da orto o arboree sensibili alla clorosi, è ottimo per ornamentali acidofile come ortensie e azalee, e anche sul prato esplica una notevole azione rinverdente e antimuschio. Vitafer si può acquistare in diversi formati, da 1 kg a 25 kg ed è un concime ammesso anche in agricoltura biologica. Sui prati è consigliato distribuirne 50-70 grammi/mq; per le piante ornamentali o da frutto la quantità, da cospargere sulla proiezione della chioma sul suolo, dipende dalla grandezza della pianta ma oscilla tra i 500 grammi e 3 kg a pianta; per gli ortaggi circa 20-30 grammi/mq. Volendo invece utilizzarlo come correttivo dei terreni calcarei le dosi suggerite sono di 150-200 grammi/mq.

Iron Max

Iron Max è un concime granulare ricco di ferro, magnesio e zolfo dal rapido effetto rinverdente su prato, ortaggi, piante da frutto e specie ornamentali. Può essere distribuito direttamente sul terreno, in dosi di 30-60 grammi/mq per le ornamentali, 30-50 grammi/mq per i tappeti erbosi, 50-80 grammi/mq per le piante da frutto a fine autunno o fine inverno e 30-50 grammi/mq per gli ortaggi. Si consiglia, se possibile, un leggero interramento e un’irrigazione subito dopo la distribuzione. Se ritenuto più comodo, il concime può anche essere sciolto direttamente nell’acqua di irrigazione, nelle dosi di 50 grammi per litro. Anche questo prodotto presenta un positivo effetto antimuschio sui prati.

Prodotti suggeriti

Drin

La soluzione ideale per far fronte alla carenza di ferro, elemento nutritivo indispensabile per il processo di fotosintesi clorofilliana.

Iron Max

Concime granulare ricco di ferro, magnesio e zolfo con uno straordinario effetto rinverdente.

Vitafer

Concime con alto contenuto di ferro adatto a tutte le colture per contrastarne la carenza, che si manifesta con il classico ingiallimento fogliare.

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