Prevenire i marciumi radicali e altre patologie vegetali con il Trichoderma

Cos’è il Trichoderma?

Il Trichoderma è un fungo molto interessante, i cui effetti positivi sulla protezione delle piante sono stati utilizzati per la produzione di biofungicidi molto apprezzati ed efficaci, soprattutto nella coltivazione biologica.

Il Trichoderma e le patologie vegetali

Di seguito sono descritte alcune patologie vegetali potenzialmente molto dannose a carico di ortaggi, specie da frutto e ornamentali. La buona notizia è che possiamo evitarle proprio grazie al Trichoderma.

  • Fusarium, come F. oxysporum, che determina marciumi, per esempio ad aglio, cipolla, e necrosi alle piante di piselli e ad altre ancora;
  • Pythium: come l’agente responsabile della moria delle piantine in semenzaio, magari per la troppa condensa all’interno della struttura;
  • Armillaria, agente del marciume radicale fibroso di molte specie da frutto e ornamentali e che porta ad uno stato di deperimento di queste piante. I sintomi sono evidenti al colletto, con la corteccia che si distacca facilmente e l’imbrunimento dei tessuti sottostanti;  
  • Sclerotinia, fungo che si riscontra molto facilmente sulle ombrellifere, ovvero carota, finocchio e sedano. La patologia si riconosce bene per la formazione di un feltro biancastro sulle parti colpite;
  • Phytophtora, nei vari generi quali P. infestans, che causa la temuta peronospora a patata e a pomodoro, e P. capsici che la provoca al peperone. Il primo agente, favorito dall’umidità, causa la formazione di macchie brune sulle foglie e sugli steli. I frutti del pomodoro anneriscono e marciscono. Sulle patate, oltre alla parte aerea, il fungo può arrivare anche a colpire direttamente i tuberi. Già il danno alle foglie riduce la produzione, in quanto compromette la parte fotosintetica della pianta. L’agente che attacca il peperone è responsabile della cosiddetta cancrena pedale, la più grave malattia per questa coltura. Infatti, causa un avvizzimento rapido delle piante, dovuto alla necrosi della parte basale del fusto, e in seguito anche della parte più alta e delle ramificazioni;
  • Rhizoctonia, in particolare R. solani, agente della rizottoniosi della patata. Determina un imbrunimento nella parte basale e interrata dello stelo, coprendola di manicotto feltroso bianco, da cui è nato il nome comune della malattia, “calzone bianco”.

La maggior parte di questi patogeni può essere innanzitutto prevenuta mediante l’adozione di buone pratiche agronomiche quali:

  • rotazioni colturali: gli ortaggi dovrebbero essere cambiati ogni anno di aiuola o appezzamento, in modo tale che ogni specie non ritorni nella stessa posizione prima di 2 o 3 anni. Questo riduce il proliferare di patogeni specifici, che svernano nel suolo per poi ripresentarsi l’anno dopo;
  • buon drenaggio del terreno: molti patogeni sono infatti favoriti dal ristagno dell’umidità, condizione che si genera facilmente su suoli poco lavorati e poco ricchi di sostanza organica. Nel caso di terreni pesanti, è consigliato coltivare l’orto su aiuole rialzate, dalle quali il drenaggio è favorito. I prati invece dovrebbero essere periodicamente smossi con gli appositi strumenti arieggiatori;
  • mantenimento di un buon contenuto di sostanza organica, in modo tale che il terreno sia ricco di vita, e quindi le popolazioni microbiche arrivino ad un buon equilibrio. Oltre ai classici ammendanti, come compost, letame o stallatico, ci sono prodotti innovativi che oltre a nutrire, favoriscono la presenza di organismi ad effetto positivo. Uno di questi è certamente Bioactive, che contiene proprio il Trichoderma. Si tratta di un concime adatto a tutti gli ortaggi, alle piante da frutto e alle varie specie ornamentali che si hanno in giardino o in vaso sul balcone. Proviene da materie prime altamente selezionate e arricchisce il suolo di sostanza organica, rendendolo naturalmente più fertile. Contiene, come anticipato, grandi quantità di Trichoderma, oltre che micorrize, altri funghi ad effetto molto benefico. Questo perché instaurano simbiosi con le radici delle piante, le quali traggono come beneficio una certa protezione dai patogeni, oltre che uno stimolo alla crescita. Per l’orto bastano 100 grammi al metro quadrato, da distribuire uniformemente sul terreno prima della semina o del trapianto delle piantine.
  • asportazione delle parti di pianta infette e rimozione dei residui colturali a fine coltura: queste due precauzioni sono molto utili nel ridurre il propagarsi dell’inoculo nell’immediato e in previsione della stagione successiva.

Tricoder, Trichoderma ad elevata concentrazione

Tricoder contenente il fungo Trichoderma in elevata concentrazione (un miliardo di funghi per grammo di prodotto) una parte di componenti vegetali e carbonio organico. Si tratta quindi di un prodotto naturale, assolutamente adatto a coltivazioni pensate per autoconsumo e del tutto sostenibili. La presenza del fungo condiziona la composizione microbica del terreno, anche quello in prossimità delle radici delle piante, e agisce come antagonista verso gli agenti patogeni descritti sopra.

Il prodotto può essere utilizzato sui tappeti erbosi che mostrino segni di funghi e quindi ingiallimenti o imbrunimenti diffusi, e ovviamente per tutte le specie da orto, da frutto e anche le piante ornamentali del giardino.

Tricoder è acquistabile nei formati da 125 g, forse più adatto a orti piccoli e ai balconi, e quello da 250 g.

L’ideale è utilizzarlo per una distribuzione preventiva sul terreno, previa diluizione in acqua (30 grammi in 5 litri). Poi bisogna ripetere il trattamento anche dopo la semina o il trapianto delle colture, già dopo 20 giorni o un mese.

Altre opzioni sono quelle di immergere le radici delle piante (da frutto o da orto) in una soluzione di Tricoder nelle proporzioni di 100 grammi in 5 litri di acqua. In alternativa, nel caso di semina di piantine in vivaio o pratica delle talee, mescolare il prodotto al terriccio utilizzato. In questo caso vanno bene 10 grammi di prodotto ogni 100 litri di terriccio. Se si utilizza, ad esempio, Brave Terriccio Bio, per ogni sacco da 20 litri basteranno appena 2 grammi di Tricoder.

Sul prato sono sufficienti due distribuzioni a stagione, con la prima a metà giugno.

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