Prevenire gli attacchi di afidi e possibili rimedi

Gli afidi sono senza dubbio tra i più frequenti e comuni insetti nocivi per le piante. Ne esistono talmente tante specie e sono talmente polifagi che i vegetali attaccati sono molto numerosi. Comprendono: ortaggi, fruttiferi, erbe aromatiche e anche tante ornamentali, tra cui notoriamente le rose.

Proprio perché la presenza e i danni di questi parassiti è così probabile, siamo nelle condizioni di poterla prevenire per tempo ed affrontarla in modo tempestivo.

Per fortuna si tratta di insetti che, qualora presenti in modo massiccio sulle colture, possono essere debellati anche mediante prodotti a basso impatto ambientale. In questa maniera è possibile evitare l’uso di insetticidi persistenti e poco selettivi.

Ma per prima cosa è importante imparare a riconoscere gli afidi e a prevenire i loro danni con qualche accortezza.

Intanto, può essere utile fugare qualsiasi dubbio circa il comportamento degli afidi verso gli umani. Poiché essi vengono anche chiamati “pidocchi”, è bene precisare che non rappresentano una minaccia per noi e che non ci attaccano come i noti pidocchi dei capelli.

Gli afidi: insetti che si raggruppano in colonie

Gli afidi sono insetti di piccole dimensioni, tuttavia è facile individuare la loro presenza. Infatti sono sempre in fitte colonie, tutti ammassati sulle foglie, sui germogli, sugli steli.

Possiamo notare molto distintamente gli afidi neri, come quelli che colpiscono le piante di fave negli apici, o le bietole da costa. Ma esistono anche specie di afidi grigi, come l’afide del melo o afidi di colore verde-giallognolo; in quest’ultimo caso sono meno facili da scorgere sullo sfondo verde degli organi vegetali. Ma i danni che compiono risultano purtroppo inconfondibili.

Gli afidi possono essere con ali o senza ali a seconda sia delle specie sia del momento dell’anno. In estate, ad esempio gli afidi alati compaiono più di frequente, e possono spostarsi più facilmente da una pianta all’altra.

Ciclo biologico degli afidi

Gli afidi compiono più generazioni nell’arco dell’anno, iniziando con la primavera e terminando con l’arrivo dei primi freddi autunnali. Una caratteristica interessante degli afidi è che possono riprodursi anche per partenogenesi, ovvero per via asessuata, quando le cellule uovo si sviluppano senza la fecondazione. Ciò avviene soprattutto all’inizio della stagione, quando sono presenti solo individui femmine, che iniziano a riprodursi secondo questa modalità.

Danni e sintomi

Il danno che gli afidi compiono è legato alla suzione di linfa dai vasi della pianta. Tramite i loro apparati boccali pungenti succhiatori, infatti, questi insetti pungono i tessuti vegetali e accedono ai vasi ricchi di linfa elaborata dalla fotosintesi, per nutrirsene. Si tratta di insetti “fitofagi” perché appunto come alimentazione hanno i vegetali o parti di essi e non sono carnivori.

Questa suzione continua e causata da tanti afidi tutti insieme causa deformazione nelle foglie, nei germogli e negli altri organi colpiti. Ne deriva la tendenza ad avere un aspetto accartocciato e si ripiegano su loro stessi. Inoltre, vi si accumulano sopra anche gli escrementi di questi insetti, che consistono nella melata, sostanza appiccicosa e biancastra-trasparente. La melata esercita una forte attrattiva nei confronti delle formiche. Queste tendono così a popolare le piante colpite dagli afidi, anche se di per sé le formiche non comportano un danno per la pianta.

Altro danno, non meno importante, che gli afidi determinano, è la trasmissione di virosi da pianta a pianta. I virus delle piante sono responsabili di patologie per le quali al momento non esistono rimedi curativi. Si può però prevenire, e si tratta anche in questo caso di virus che attaccano unicamente le piante e non l’uomo. Le virosi comportano gravi danni alle piante e sono veicolati dagli afidi e dagli attrezzi che si utilizzano, per esempio per le potature. Pertanto si deve provvedere a disinfettarli opportunamente in casi dubbi.

Inoltre, ci sono alcune specie di afidi che attaccano persino le radici di alcune piante, e non soltanto la loro parte aerea.

Come prevenire gli afidi

Fortunatamente ci sono alcune semplici ma importanti strategie preventive che ci aiutano nel contenere gli attacchi di afidi, tra cui:

  • Favorire i loro nemici naturali nel nostro ambiente – Gli afidi vengono predati da vari altri insetti: coccinelle, sirfidi, crisope, forbicine. Bisogna evitare di irrorare in giardino o nell’orto degli insetticidi convenzionali, che non sono selettivi e uccidono anche questi preziosi alleati delle nostre colture. Il punto di partenza però è riconoscerli, perché se è facile distinguere una coccinella adulta, non lo è altrettanto quando questa è allo stadio larvale. I sirfidi sono delle mosche dall’aspetto simile alle vespe, ma non ronzano e sono più piccole. Le crisope sono invece insetti color verde chiaro con grandi ali dorate, mentre le forbicine sono nere e hanno i due “tentacoli” a forbice.
  • Irrorare regolarmente sulle piante degli estratti fai da te di ortica, aglio e peperoncino piccante. Sono semplici da preparare e contribuiscono a tenere lontani questi insetti, anche se non hanno il potere di debellarli.

Trattamenti ecosostenibili contro gli afidi

Come anticipato, possiamo tranquillamente evitare gli insetticidi poco selettivi. Questi, infatti, rischiano di lasciare residui inquinanti nell’ambiente e uccidere anche gli insetti buoni come le api o altri organismi del tutto innocui.

Per sconfiggere in modo efficace una colonia di afidi possiamo utilizzare i seguenti prodotti:

  • Sapone Molle, che di fatto è classificato come corroborante. Lo possiamo trovare in formato spray pronto all’uso, da 500 ml, o in confezioni da 280 ml o da 1 litro, in questi casi da diluire in acqua (3,5-4,5 ml/litro). Il trattamento deve essere eseguito nelle ore fresche della giornata e ripetuto, se necessario, ogni 7-10 giorni. Il sapone agisce per contatto sugli insetti a tegumento molle e li uccide.
    Oltre alla difesa dagli afidi, questo prodotto aiuta anche contro gli aleurodidi (la mosca bianca che appare spesso in fitte colonie sulle foglie di molti ortaggi, soprattutto se coltivati in serra) e le cocciniglie, le cicaline e gli acari. Inoltre, lava via la melata degli afidi e questo aiuta nella prevenzione dalla fumaggine. Si tratta di quella patina nerastra simile allo smog che è dovuta a particolari funghi saprofiti. Tali funghi saprofiti, infatti, si insidiano su questi escrementi zuccherini e coprono le foglie, il cui processo fotosintetico risulta penalizzato;

Un estratto dall’albero di neem

  • Olio di Neem Puro: si tratta di un olio estratto dai semi dell’albero indiano di neem, e quindi è una sostanza completamente naturale. L’olio di neem contiene sostanze che esercitano una certa azione insetticida. In alternativa agiscono come dissuasore nei confronti di molti insetti dannosi, tra cui proprio gli afidi. Il prodotto si trova in formati liquidi da 280 ml e da 1 litro. Deve essere agitato bene prima dell’uso e diluito in acqua nelle dosi di 3-4 ml per litro. Mediante un irroratore o una pompa per trattamenti bisogna trattare bene tutte le parti colpite; bisogna avere cura di coprire di prodotto anche le pagine inferiori delle foglie. Possiamo utilizzarlo sulle orticole, sulle piante da frutto e sulle ornamentali in ogni fase del loro ciclo perché non presenta fitotossicità.
    I momenti più indicati per l’esecuzione del trattamento sono, anche in questo caso, le ore più fresche della giornata. Se necessario ripetere ogni 5-10 giorni.

Un aiuto dalle micorrize

  • Brave Controllo Vivo: non possiamo considerare questo prodotto alla stregua di un fitosanitario. Tuttavia il suo utilizzo è molto positivo in termini di prevenzione di varie avversità, tra cui gli stessi afidi. Si tratta di un inoculo di micorrize, funghi benefici che instaurano una simbiosi con le radici delle piante, a mutuo vantaggio. Nel prodotto sono presenti altri funghi altrettanto positivi, quali la Beauveria bassiana e il Metarhizium anisopliae. Questi si riproducono parassitizzando vari insetti dannosi presenti sulle colture su cui si trovano, portandoli alla morte. Per fortuna non causano alcun danno alle api. Il prodotto si trova in astucci da 125 ml; deve essere agitato bene prima dell’uso e diluito in acqua nelle dosi di 3 ml/litro per le irrorazioni fogliari. Il trattamento può essere ripetuto, se necessario, anche dopo 3-7 giorni.

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