Olio di neem e sapone molle: due rimedi ecologici per difendere le piante

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L’olio di neem (azadiractina) e il sapone molle sono due tra i prodotti ecocompatibili utili per la difesa delle piante dagli insetti nocivi. Durante il periodo primaverile-estivo è infatti molto frequente che le piante da orto, da frutto e ornamentali vengano colpite da alcuni parassiti, capaci anche di determinare un deterioramento forte delle piante stesse, e cali significativi nella produzione. Ripristinare la salute delle piante utilizzando insetticidi classici può apparire una soluzione facile, ma questa scelta comporta delle controindicazioni ambientali, in termini di inquinamento e uccisione di api e altri insetti utili o innocui. Si tratta molto spesso di prodotti ad effetto abbattente e non selettivi, nel senso che uccidono tante altre specie di insetti insieme a quelli che si vogliono combattere. Appare evidente quanto sia preferibile optare su alternative ecologiche, con prodotti più biodegradabili e selettivi, ma comunque efficaci se utilizzati tempestivamente e nel modo corretto. In questo articolo prendiamo per l’appunto in esame l’utilizzo di due prodotti validi nella difesa ecologica delle piante: l’azadiractina e il sapone molle.

Azadiractina

L’azadiractina, chiamata comunemente come “olio di neem” è una sostanza che viene estratta dall’albero del neem, Azadirachta indica, una pianta indiana dalle notevoli proprietà positive che sono note da millenni: medicali, dentifricie, cosmetiche e certamente anche insetticide. L’azadiractina è solo uno dei molteplici componenti dell’olio di neem, il quale contiene in realtà più sostanze dotate di proprietà insetticide, acaricide e fungicide, presenti in diverse parti della pianta ma concentrate in particolare nei semi e secondariamente nelle foglie. La più nota di queste componenti è per l’appunto l’azadiractina dall’effetto insetticida.

Da quali insetti difende

L’azadiractina trova applicazione nella difesa delle piante da diversi insetti nocivi:
  • Aleurodidi: sono le minuscole mosche bianche che attaccano in particolare sulle colture in serra. Una di queste per esempio è Bemisia tabaci, che colpisce in particolare la melanzana, compie molte generazioni all’anno e si insedia sulla pagina inferiore delle foglie. Le piante colpite assumono un aspetto generalmente deperito, con decolorazioni e avvizzimenti fogliari.
  • Afidi: sono sicuramente tra i parassiti più comuni degli ortaggi, delle piante da frutto e di ornamentali come le rose. Ci sono tante specie di afidi, di colore nero o verdi, che si riuniscono in fitte colonie su germogli e foglie giovani delle piante ospiti e con il loro apparato boccale pungente succhiante sottraggono linfa. Gli organi colpiti di conseguenza si deformano e si ripiegano, e le colonie stesse sono ben visibili a occhio. La presenza eventuale di coccinelle è un buon segno perché questi insetti sono predatori di afidi, una ragione in più per evitare insetticidi aggressivi.
  • Larve di dorifora: l’olio di neem ha effetto anche sugli stadi giovanili delle larve di dorifora (Lepitinotarsa decemlineata), coleottero che colpisce in particolare la patata, ma anche la melanzana, cibandosi voracemente delle foglie e riproducendosi rapidamente. I trattamenti in questo caso devono essere tempestivi e ripetuti, perché sulle forme adulte della dorifora il prodotto non esplica effetto.
  • Mosche minatrici: si tratta di mosche molto piccole, le cui larve scavano sottili gallerie nei tessuti fogliari. Le foglie colpite infatti appaiono ricamate di tante linee decolorate e ricurve, tendono a deperire e nei casi gravi a cadere. Ci sono tante specie di mosche minatrici che danneggiano diversi ortaggi: minatrice del porro, della cipolla, mosca della bietola, mosca minatrice sudamericana, mosca della carota e altre ancora.
  • Mosca della cipolla (Delia antiqua): è un noto parassita per questa coltura. L’adulto depone le uova al colletto delle piante e poi le larve vi scavano gallerie visibili, facendo marcire o deformare molto gli steli.
  • Nottue: sono lepidotteri, ovvero farfalle, che da larve si cibano delle foglie di svariati ortaggi.
  • Tuta absoluta: lepidottero che provoca molti danni al pomodoro, poiché da larva penetra nei frutti portandoli a marcire;
  • Cicaline della vite, come lo scafoideo, insetto vettore del virus della flavescenza dorata.
  • Tripidi: piccoli insetti che danneggiano svariate colture, tra cui anche gli agrumi.

Modalità di azione

L’azadiractina svolge la propria attività insetticida mediante differenti meccanismi di azione, il più significativo dei quali è quello di bloccare la muta degli insetti, impendendo cioè alle larve di passare alla forma adulta. Inoltre, vi è un’azione repellente e fagodeterrente, ovvero un’inibizione dell’insetto a cibarsi della pianta. Il principio attivo agisce per contatto e per ingestione, senza presentare un effetto rapido ed abbattente come altri prodotti sintetici, ma comunque produce risultati efficaci, a patto che venga utilizzato tempestivamente.

Su quali piante utilizzare l’olio di neem

Sono molti gli ortaggi su cui è possibile utilizzare l’olio di neem, e anche le piante da frutto e quelle ornamentali. Per uso privato non ci sono vincoli dovuti alla registrazione specifica per applicazioni su determinate specie e specifici insetti, si tratta di un prodotto abbastanza versatile e adatto alla difesa di molte piante da giardino e balcone oltre che quelle commestibili.

Modalità d’uso

Se scegliete un prodotto come Olio di Neem Puro, lo si trova sia nel formato da 1 litro sia in quello più ridotto da 280 ml. In entrambi i casi bisogna diluire 3-4 ml di prodotto in 1 litro di acqua, calcolando quindi le dovute proporzioni in base allo strumento con cui si esegue il trattamento, che sia una pompa o un piccolo vaporizzatore, e bagnare bene tutta la vegetazione da trattare, cercando di coprire anche la pagina inferiore delle foglie, su cui si annidano facilmente gli insetti nocivi da combattere. Dal momento che il prodotto funziona sulle forme giovanili degli insetti nocivi, è importante ripetere il trattamento più volte, perché può capitare che nel momento del primo trattamento gli individui adulti stiano ovideponendo, e che quindi poi si sviluppino nuove larve solo dopo il primo trattamento. Indicativamente, dal primo al secondo trattamento possono passare dai 5 ai 10 giorni, ma il momento effettivo deve essere stabilito in base all’entità del danno degli insetti.

Precauzioni e impatto ambientale

Si consiglia di trattare con l’olio di neem nelle ore fresche della giornata, perché l’acqua che veicola il trattamento, se presente sulla vegetazione durante le ore di forte insolazione, può provocare ustioni fogliari. Il prodotto non ha effetti nocivi sull’uomo ma è comunque prudente evitare accuratamente il contatto con gli occhi e con la pelle, e ovviamente l’ingestione. Per questo è importante, anche se si tratta di un prodotto di origine naturale, eseguire i trattamenti indossando guanti, maniche lunghe e mascherina. Dato che il prodotto viene utilizzato a piccole dosi, può durare a lungo. Risulta utile una sua buona conservazione in luogo fresco ed asciutto.

Sapone molle

Il sapone molle che si utilizza in agricoltura tecnicamente è classificato come “corroborante”, ovvero come una sostanza capace di potenziare le difese delle piante. Si tratta di un sapone potassico in forma liquida dotato di capacità insetticide. In genere deriva dalla saponificazione di oli vegetali e non lascia residui sulla vegetazione.

Da quali insetti difende

I saponi agiscono sugli insetti a tegumento molle, come:
  • Afidi di piante ornamentali, orticole e frutticole delle più svariate specie;
  • Psille – per esempio la nota psilla del pero, insetto che può compiere molti danni su questa pianta da frutto, compromettendo la crescita dei giovani germogli e dei fiori e dei frutticini allegati;
  • Tingidi – altri insetti che, nel caso del pero, determinano fitte punteggiature clorotiche sulla pagina superiore delle foglie, mentre su quella inferiore provano tante macchioline scure;
  • Aleurodidi o mosche bianche.

Modalità d’azione

Il sapone molle uccide gli insetti nocivi agendo per contatto, danneggiando la loro cuticola e disseccandoli.

Ulteriori effetti e usi del sapone molle

Oltre alle proprietà insetticide dirette, il sapone molle è molto utile per il lavaggio della melata dalle piante, ovvero gli escrementi zuccherini di afidi e di altri insetti, che vengono lasciati sulle foglie e sui germogli attaccati. Questa sostanza attira sulle piante le formiche e il fungo della fumaggine, responsabile di quella patina nera sulle foglie che assomiglia allo smog. Inoltre, il sapone molle può anche essere usato come bagnante o adesivante in miscela con altri prodotti insetticidi, per potenziarne l’effetto.

Su quali piante utilizzarlo

Il Sapone molle è disponibile nei formati diluibili da 280 ml e 1 litro, e anche nel formato pronto all’uso da 500 ml (formato “trigger”), dotato di vaporizzatore. Ciascuno di essi può essere utilizzato sulle piante da orto, da frutto e ornamentali in qualunque momento del loro ciclo.

Modalità d’uso

I prodotti nei formati da 280 ml e da 1 litro devono essere ben agitati prima dell’uso e diluiti in acqua nelle dosi di 3,5-4,5 ml/litro. Il prodotto in formato trigger non richiede invece diluizione e lo si utilizza tale e quale spruzzandolo direttamente su tutte le parti colpite da insetti. Questa soluzione è ideale per la difesa delle piante da balcone, dove non sono richiesti grandi quantitativi di prodotto ed è comodo avere un formato pratico e pronto all’uso. Il sapone molle deve essere irrorato sulla vegetazione con una copertura completa e uniforme, trattando anche la pagina inferiore delle foglie. Anche in questo caso è preferibile scegliere le ore fresche della giornata ed è possibile ripetere il trattamento, se necessario, a distanza di 7-10 giorni.

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