La mosca dell’olivo: prevenzione e difesa ecosostenibile

La mosca dell’olivo è ritenuta senza dubbio il “fitofago chiave” per questa pianta. Significa che è l’insetto che più di ogni altro può mettere a rischio la produzione di olio o di olive da mensa, in termini quantitativi e qualitativi. Quindi è ragionevole chiedersi come si possa gestire un uliveto senza insetticidi aggressivi per proteggere le olive dalla mosca. Fortunatamente da anni sono state validate tecniche e prodotti a basso impatto ambientale adatte sia alle coltivazioni professionali sia alle piante singole che si possono avere in un giardino privato.

La mosca

La mosca dell’olivo (Bactrocera oleae) è un insetto dell’ordine dei ditteri, che comprende anche tante altre mosche, come la mosca domestica e la mosca della frutta. In tutte le principali aree olivicole tradizionali del mondo questo insetto è presente e causa danni; mentre laddove non è ancora arrivato, i Servizi Fitosanitari locali impongono normative di quarantena rigide all’importazione di materiali vegetali di olivo dai paesi in cui l’insetto è invece presente.

Riconoscere la mosca e sapere qualcosa sulle sue fasi di sviluppo è importante per prevenirne i danni e impostare fin da subito strategie di lotta ecosostenibile ma efficace.

L’adulto della mosca è un insetto di colore marrone chiaro, lungo 4-5 mm, ha testa gialla e ali trasparenti. Nella femmina si distingue facilmente l’ovopositore, ovvero l’organo tramite cui emette le sue uova all’interno delle olive, e che si trova nella parte inferiore dell’addome. Di solito viene deposto un uovo per ciascun frutto.

Ciclo biologico

Dalle uova, allungate, lisce e di colore bianco opaco, nasce una larva bianco-giallastra; questa attraversa tre età, e al termine delle quali arriva ad essere lunga 6-7 mm. Tutto il periodo larvale viene svolto all’interno dell’oliva e a spese della sua polpa, di cui si ciba scavandovi le sue gallerie. Al termine della vita larvale l’insetto si impupa, ovvero passa alla fase intermedia tra larva e adulto, e infine sfarfalla. L’impupamento può avvenire sempre all’interno dell’oliva, soprattutto per quella generazione che si sviluppa tra agosto e settembre, o nel terreno, nel caso della generazione autunnale che si sviluppa tra settembre e novembre.

La mosca dell’olivo è capace di compiere diverse generazioni all’anno, con un minimo di due, in base all’area di coltivazione e all’andamento climatico dell’annata.

Condizioni climatiche favorevoli alla mosca

Le temperature con cui la mosca depone le uova nelle olive sono quelle temperate, comprese tra i 20 e i 27°C e con condizioni elevate di umidità atmosferica. Per questa ragione, come tutti gli olivicoltori osservano, le estati molto calde e siccitose offrono una tregua dagli attacchi di questo temuto insetto. Infatti, condizioni di temperature di oltre i 32-33°C con bassa umidità atmosferica per vari giorni consecutivi, ostacolano la schiusura delle uova e in generale quindi gli attacchi alle olive e i danni conseguenti. Invece nelle estati miti caratterizzate da una certa piovosità e umidità sono senza dubbio il parassita trova le migliori condizioni per moltiplicarsi.

Sintomi e danni

Le olive colpite dalla mosca mostrano un’evidente puntura di ovideposizione: provando ad aprire un’oliva tramite un coltellino affilato, si può notare la presenza, al suo interno, della larva, aiutandosi, eventualmente con una lente di ingrandimento.

I danni consistono intanto in un danno diretto, dovuto all’attività della larva, che cibandosi della polpa ne riduce la consistenza. Così molte olive cadono a terra prima di maturare a causa degli attacchi di mosca. Vi è inoltre lo scadimento qualitativo di quella parte di polpa ancora rimasta. Infatti dalla frangitura di olive molto attaccate da questo insetto semplicemente non si ottiene un buon olio: l’acidità sarà maggiore e i fenomeni di ossidazione e di fermentazione della polpa così erosa dalla larva portano a difetti di sapore come l’avvinato e il cosiddetto “difetto di verme”, codificato espressamente da un Regolamento europeo. Tecnicamente, un olio difettato in questo modo non può essere classificato come extra vergine, anche se è di prima spremitura.

Risulta evidente l’importanza di proteggere l’olivo dalla mosca così come dagli altri insetti dannosi come le cocciniglie, la tignola e la cecidomia.

Sulle olive da mensa l’assenza di danni da mosca deve essere ancora più rigorosa.

I bollettini fitopatologici

I Servizi Fitosanitari delle Regioni dispongono e offrono ai cittadini e alle aziende agricole, i bollettini fitopatologici. Questi di solito sono suddivisi per aree, in cui viene previsto l’andamento dello sviluppo di insetti e patologie vegetali. Consultandoli (spesso sono disponibili su apposita app per smartphone) si può tenere conto del rischio dell’insetto nella propria zona e individuare i momenti migliori per l’esecuzione dei trattamenti. In realtà, la migliore difesa dalla mosca dell’olivo è quella che riguarda un interno ambito territoriale e non certo un singolo uliveto o giardino.

Prevenzione

La prevenzione della mosca dell’olivo si realizza mediante alcune importanti scelte di base e tecniche:

  • optare per varietà di olivo meno suscettibili: alcune varietà hanno frutti piccoli con polpa dal sapore amaro e quindi risultano poco gradite all’insetto e in ogni località d’Italia è possibile sapere quali sono;
  • raccolta tempestiva delle olive: per la fase di raccolta infatti bisogna essere organizzati per tempo, in modo tale da iniziarla ed ultimarla in un tempo breve, per sfuggire agli ultimi attacchi dell’insetto;
  • frangitura rapida delle olive, possibilmente entro poche ore dalla raccolta: questo riduce l’effetto dei danni delle eventuali larve presenti;
  • per un piccolo olivo da mensa: avvolgere totalmente la pianta in una rete antinsetto durante tutta la crescita e la maturazione dei frutti;
  • concimazioni equilibrate: secondo studi condotti qualche anno fa in Portogallo, una buona disponibilità di azoto per le piante di olivo le rende meno suscettibili agli attacchi della mosca (anche se questo dipende comunque dalle varietà). In generale vale la pena ricordare di mantenere le piante nutrite a sufficienza, senza eccedere. Un ottimo concime specifico, per una fornitura equilibrata di azoto, è Fertilolivo. È un concime granulare con un titolo del 10% di azoto e contenente anche boro e ferro, disponibile in sacchi da 10 kg.

Caolino

Come deterrente contro gli attacchi della mosca dell’olivo, è risaputa ormai da tempo l’efficacia del caolino. Caolino è una farina molto fine di questa roccia naturale di origine sedimentaria. Il caolino è costituito principalmente dal minerale caolinite, viene estratto, lavorato e micronizzato molto finemente. In questo modo risulta particolarmente utile una volta irrorato sulle piante.

Sull’olivo ha l’effetto di dissuadere l’ovideposizione da parte degli adulti di mosca grazie alla formazione di una patina biancastra. Tale patina al contempo protegge dall’insolazione eccessiva senza però penalizzare assolutamente la qualità dell’olio. Per ogni trattamento è consigliata una diluizione di 2,5-5 kg ogni 100 litri di acqua. Miscelare poi fino ad ottenere un’acqua biancastra da nebulizzare in modo uniforme sulle piante. Sono consigliati più trattamenti durante la stagione e bisogna ricordare di ripeterli dopo ogni pioggia, dato che in questi casi il prodotto viene dilavato. A questo proposito, non bisogna temere alcun inquinamento del terreno con il caolino che vi si deposita, perché si tratta di un prodotto minerale naturale.

Beauveria bassiana

La Beauveria bassiana è un fungo entomopatogeno utilizzato nella difesa ecosostenibile delle piante da svariati insetti fitofagi. Questo fungo così benefico è contenuto in Brave Controllo Vivo. Si tratta di un prodotto completo che comprende inoculi di micorrize, amminoacidi e carbonio organico per un’azione rinvigorente delle piante, ma anche protettiva. Infatti, grazie alla presenza della Beauveria bassiana, svolge un’azione preventiva contro la mosca dell’olivo. Il prodotto deve essere agitato prima dell’uso, poi diluito in acqua nelle dosi di 3 grammi/litro e infine irrorato uniformemente su tutta la pianta, assicurando una buona copertura per una riuscita efficace del trattamento. L’operazione può essere già ripetuta dopo pochi giorni e non rappresenta alcun rischio per le api.

Sali di rame

I prodotti a base di rame solitamente vengono utilizzati come fungicidi, ma è noto che presentino anche un certo effetto contro la mosca dell’olivo. Per esempio, è possibile usare Rame Active. Tecnicamente è un fertilizzante a base di solfato di rame che contiene lignosolfonati, sostanze estratte dai vegetali che permettono un migliore assorbimento del rame nella pianta. Il prodotto, ammesso anche in agricoltura biologica, è pensato soprattutto per risolvere problemi di carenze nutritive di questo elemento, ma esplica anche una funzione protettiva dai funghi patogeni, e nel caso dell’olivo, dalla mosca. Le dosi consigliate sono di 10-20 grammi in 10 litri di acqua per trattamenti da effettuare sempre nelle ore fresche della giornata.

Il problema degli uliveti abbandonati

Un problema serio allo sviluppo della mosca è legato all’abbandono di molti uliveti, soprattutto nelle zone più marginali. Qui, infatti, la mosca dell’olivo si sviluppa indisturbata e si sposta poi anche attorno, compiendo danni in uliveti gestiti con cura. Nel caso di vicinanza da oliveti in queste condizioni, l’attenzione deve quindi essere ancora maggiore contro la mosca, unitamente al dialogo con i proprietari o gestori di tali uliveti.

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