La fragola: coltivazione bio dalla A alla Z

Tra le specie da frutto più facilmente coltivabili e di più rapido raccolto, vi è sicuramente la fragola, una pianta perenne che, pur non essendo propriamente un ortaggio, viene accomunata alle colture da orto. L’obiettivo di una bella produzione di fragole in una coltivazione del tutto ecosostenibile è facilmente raggiungibile grazie ad un po’ di conoscenza e ai lavori e prodotti adeguati. Vediamo quindi come fare.

Le specie

La fragola appartiene alla numerosa famiglia delle Rosacee, in cui troviamo anche i fruttiferi comuni come melo, pero, pesco, albicocco ecc, e anche piante ornamentali come la rosa e il biancospino.

La cosiddetta fragolina di bosco, piccola, molto profumata, dal sapore dolcissimo e dalla consistenza tenera, è Fragraria vesca, mentre la fragola più comunemente coltivata, di dimensione più grande e di cui si trovano moltissime varietà adatte a tutte le zone italiane, è Fragraria ananassa, che a sua volta è un ibrido ottenuto da altre due specie.

La fragola è una piantina di piccole dimensioni ma che sa essere molto generosa. Ha un apparato radicale abbastanza superficiale e foglie alla cui base si generano i cosiddetti stoloni. Questi sono steli a portamento strisciante che consentono alla pianta una facile propagazione vegetativa, ovvero asessuata. Si tratta di una modalità di riproduzione tipica del regno vegetale, secondo cui una pianta può generare altri individui da parti di essa, senza passare dal seme.

Varietà di fragole

Sul mercato esistono ormai tantissime varietà di fragole, suddivise primariamente nei due grandi gruppi: uniflore, che producono una sola volta nella stagione, dando tanti frutti in un periodo concentrato, che di norma all’aperto è tra maggio e giugno, e quelle rifiorenti, che continuano invece a fruttificare fino all’autunno. Solo per citare alcuni esempi, per le zone di pianura una varietà molto coltivata è Addiema sono adatte anche Don, dai frutti particolarmente buoni, e Carezza, dall’ottimo sapore. Nelle zone montane una varietà molto produttiva e a maturazione intermedia è Marmolada, mentre Elsanta è una fragola uniflora dai frutti di alta qualità e conservabili abbastanza a lungo.

Condizioni pedoclimatiche idonee

La fragola è una pianta facilmente adattabile a svariate condizioni, e acquistando le piantine nella propria zona di coltivazione, si possono trovare proprio le varietà più adatte al luogo.

In generale, comunque, la fragola è una pianta resistente al freddo, poiché essendo perenne deve riuscire a superare l’inverno. Possiamo coltivare fragole anche in montagna a 1000 metri senza particolari difficoltà, sebbene le sue condizioni ottimali siano le temperature miti, comprese tra i 20 e i 25 °C. Durante la fioritura diventa più sensibile ai ritorni di freddo.

La pianta ama il sole, condizione in cui i frutti assumono una qualità migliore, mentre come terreno si adatta bene a diverse condizioni, amando però soprattutto il pH leggermente acido, un buon tenore di sostanza organica e un buon drenaggio.

Il terreno: lavorazione e concimazione

Nel preparare l’aiuola per le fragole, bisogna tenere conto del fatto che la specie è perenne e durerà circa tre anni. In teoria la durata di vita delle piante è anche maggiore, ma pian piano calano di produttività e sarà quindi bene sostituirle con individui più giovani.

Il terreno deve essere lavorato approfonditamente tramite vangatura o uso di una forca foraterra o una grelinette, attrezzi che dissodano a fondo il suolo senza però rivoltarlo. Dopo la lavorazione principale è necessario affinare il terreno con la zappa e infine livellarlo col rastrello. L’ideale è formare un’aiuola leggermente baulata o rialzata, soprattutto nel caso di suolo argilloso e tendente ai ristagni idrici. Il rialzo dell’aiuola rispetto al piano garantisce infatti un buon drenaggio.

Dopo la lavorazione principale, prima di zappare, è fondamentale distribuire il fertilizzante per la concimazione di fondo.

A questo scopo si possono scegliere degli ottimi prodotti, tutti adatti alla coltivazione ecosostenibile:

Mettere a dimora le fragole

Le piantine di fragola si mettono a dimora già all’inizio della primavera. Non è consigliato seminarle direttamente, è molto più pratico acquistare piantine già pronte presso un centro di giardinaggio. Le distanze di trapianto ideali sono di 25 -30 cm. Possiamo anche pensare di consociare delle cipolle con le fragole, trapiantando queste bulbose qua e là tra le piantine di fragola, poiché si tratta di una consociazione positiva.

In fase di messa a dimora, è auspicabile apportare il nutrimento necessario allo sviluppo delle piantine attraverso una concimazione completa. Utili a questo fine sono:

  • Ortofrutta Bio, concime organo-minerale ideale per tutti gli ortaggi e fruttiferi. Contiene quantitativi equilibrati degli elementi che le piante richiedono: azoto, fosforo, potassio, calcio, magnesio, zolfo per una nutrizione graduale e completa delle colture. Sono consigliate dosi di 70-100 grammi al metro quadrato;
  • Brave Crescita Sana, concime organico che contiene preziosi acidi umici e inoculi micorrizici, i quali, oltre a stimolare lo sviluppo delle radici, proteggono queste ultime da stress abiotici e parassitari.

Colture in vaso

La fragola è senza dubbio una delle colture che maggiormente si presta alle coltivazioni urbane su terrazze, balconi, cortili e persino davanzali. Questo è possibile grazie al fatto che richiede un volume di terra tutto sommato ridotto, che la rende adattabile anche ai contenitori fantasiosi, come i sacchi di juta appesi e pieni di terriccio, da cui spuntano le piantine di fragole, tubi idraulici di grandi dimensioni forati per farvi stare tante piantine di fragole, vasi sovrapposti e sistemati in verticale e altre soluzioni d’effetto e salva spazio. In queste condizioni è però importante garantire sempre alle piantine un substrato ottimale, come ad esempio:

  • Brave Terriccio Bio, miscela di torbe nere e bionde di qualità, arricchito anche di concime azotato di origine organica e ammesso anche questo in agricoltura biologica;
  • Terriccio Universale, frutto di una miscela di torbe bionde e di altre matrici vegetali altamente selezionate e di qualità. Si tratta di un substrato ammesso anche in agricoltura biologica, al quale aggiungere uno dei concimi di cui sopra.

Pacciamatura

Le fragole durante la stagione si riempiono velocemente di erba, e non è consigliato zappare tra le file poiché con questo gesto potremmo tagliare gli stoloni, gli steli striscianti che le piante di fragola generano e che sono utili per la loro riproduzione, come descritto sotto. Per contenere la nascita dell’erba infestante, e non doverla eliminare tutta manualmente, è meglio praticare la pacciamatura, ovvero coprire il suolo vuoto con del materiale di diverso tipo. Possiamo scegliere tra i classici teli, da stendere prima del trapianto delle piantine, oppure dei materiali come foglie cadute, erba tagliata del giardino, o anche paglia, se disponibile, tutto da mettere negli spazi vuoti dopo la messa a dimora delle piantine. La pacciamatura impedisce all’erba spontanea di svilupparsi e sottrarre risorse alle fragole, ma presenta anche il vantaggio di lasciare puliti i frutti e non direttamente a contatto col terreno.

Irrigazioni

L’irrigazione per le fragole deve essere costante durante tutta la primavera e l’estate. Ma non bisogna avere una cadenza regolare, ma osservare di volta in volta il meteo e lo stato di umidità del terreno. Bisogna evitare gli stati di stress idrico alle piante ma anche i ristagni idrici che provocano marciumi radicali.

Pulizia estiva o “potatura”

Durante l’estate le fragole devono ricevere qualche intervento di pulizia dalle foglie che seccano o che si ammalano di ticchiolatura o di altre avversità. Possiamo praticare questo intervento manualmente o tramite forbici, assicurando in questo modo più aria e luce alle piante.

Moltiplicazione naturale delle fragole

Le fragole hanno la prerogativa di sviluppare gli stoloni, al termine dei quali si genera una nuova piantina che svilupperà le proprie radici e attecchirà sul posto. Questa caratteristica consente una moltiplicazione delle fragole facile e gratuita. Lasciare le nuove piantine sul posto comporta un infittimento della coltura non consigliato sia per ragioni produttive sia fitosanitarie. Una volta che le nuove piantine si sono sviluppate a sufficienza, bisogna tagliare lo stolone e piantarle altrove. Questo lavoro si esegue di norma nella tarda estate ma è bene aver programmato per tempo di lasciare un’altra aiuola appositamente per le fragole. Naturalmente si tratta di una scelta personale, non tutti desiderano incrementare la coltura di fragola a discapito di altre, ma se si ama questo dolcissimo frutto, è sicuramente un’opzione da valutare.

Le malattie della fragola

Le patologie fungine più comuni e temute per la fragola sono:

  • la muffa grigia (Botrytis cinerea) che, come il nome suggerisce, causa muffe sulle piante e sui frutti stessi;
  • l’oidio (Sphaerotheca macularis), fungo che provoca le caratteristiche chiazze biancastre poverose;
  • la vaiolatura o ticchiolatura (Mycosphaerella fragrariae) che si riconosce sulle foglie per le tipiche macchie scure circolari e che tendono a confluire.

Le patologie devono essere prima di tutto prevenute, mediante regole semplici ma da non sottovalutare:

  • trapianto a distanze adeguate: non bisogna esagerare con la densità della coltura, poiché più le piante sono fitte, più sono esposte al rischio di contrarre infezioni fungine. Le piante devono poter avere spazio per crescere e per una sufficiente circolazione di aria. Ma non bisogna solo prestare questa attenzione al momento del trapianto, bensì anche quando le fragole, moltiplicandosi da sole, si infittiscono naturalmente. Anche se non fossimo interessati ad espandere la coltura grazie alle piantine figlie, di cui sopra, è bene comunque diradarle se troppo moltiplicate;
  • nel caso di coltivazione in serra, arieggiare costantemente l’ambiente, evitando i ristagni di umidità che sono una delle condizioni maggiormente predisponenti le patologie fungine;
  • non concimare troppo: troppa concentrazione di azoto favorisce gli attacchi di patogeni fungini, e questo rischio sussiste anche con l’uso di prodotti naturali. Si consiglia di non superare le dosi di concime consigliate;
  • irrigare solo sotto chioma: fin dalla messa a dimora delle piantine è importante installare un impianto di irrigazione ad ala gocciolante, che distribuisce l’irrigazione lentamente e bagnando solo terreno e radici. Foglie umide a causa di un’irrigazione per aspersione con canna o annaffiatoio sono sicuramente più esposte agli attacchi fungini.
  • eliminare subito le piante o le parti di piante affette da patologie, per arginare il contagio;
  • rotazioni: sebbene la fragola sia una coltura perenne, dopo tre anni la produttività delle piante declina sensibilmente. Pertanto vanno sostituite, anche grazie alla loro naturale riproduzione come descritta sopra. L’aiuola delle fragole deve essere cambiata ogni volta, in un programma di rotazione che interessi anche gli altri ortaggi.

Prodotti consigliati

Per arginare lo sviluppo delle patologie possiamo utilizzare i seguenti prodotti:

  • Lecitina di Soia: si tratta di un corroborante estratto dai semi della soia e previene le avversità agendo sui tessuti fogliari, rinforzandoli. Migliora anche la qualità dei frutti, aspetto particolarmente importante nel caso delle fragole. Va usato diluendone 20-30 ml in acqua per irrorazioni sulla vegetazione;
  • Zeolite: farina di roccia di origine vulcanica. Disciolta in acqua e irrorata sulle piante crea un velo che assorbe l’umidità presente, riducendo così le probabilità di infezione fungina;
  • Rame Active: un prodotto a base di solfato di rame complessato con lignosolfonati che favoriscono una migliore efficacia del prodotto stesso. Bisogna diluire Rame Active in acqua per l’uso, nelle dosi consigliate di 10-15 grammi in 10 litri, da irrorare nelle ore fresche della giornata. Il prodotto è consentito in agricoltura biologica;
  • Zolfo Fluido: oltre ad apportare zolfo per la nutrizione, è particolarmente indicato nel caso di oidio, di cui blocca lo sviluppo. Lo zolfo è ammesso anche in agricoltura biologica e in questo caso è consigliata una dose di 20-30 grammi in 10 litri di acqua, da irrorare anche in questo caso nelle ore più fresche.

Gli insetti e altri parassiti

Le fragole possono essere minacciate da alcuni parassiti come:

  • lumache, che possono mangiare fogliame e frutti. Le possiamo allontanare grazia a LumaGreen, prodotto granulare dal forte potere assorbente, che crea attorno alle piantine un ambiente secco sgradito a questi molluschi. Il prodotto deve essere distribuito attorno alle piantine per 4 -5 cm.
  • afidi, che succhiano la linfa di foglie a germogli, portandoli a deformazione. Possiamo debellare questi insetti grazie al Sapone Molle di Agribios italiana srl; prodotto ecosostenibile che non compromette la commestibilità dei frutti, per i quali basta un semplice lavaggio in acqua.

Prodotti suggeriti

Jolly

Un apporto equilibrato di azoto, fosforo e potassio e un pool di microelementi chelati lo rendono indicato per tutte le colture.

Blu e Fertilblu

Un apporto equilibrato di azoto, fosforo e potassio è indispensabile per lo sviluppo sano della pianta.

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La soluzione ideale per far fronte alla carenza di ferro, elemento nutritivo indispensabile per il processo di fotosintesi clorofilliana.

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