Guida completa alla coltivazione del pisello

Il pisello è un ortaggio dalla coltivazione relativamente semplice. Conviene produrne in buone quantità, grazie al fatto che il prodotto può essere facilmente congelato per consumarlo anche in tempi lontani dalla raccolta.

Sicuramente si tratta di una delle specie più facilmente gestibili con metodo biologico o affine. Pertanto di seguito trovate tutte le indicazioni da seguire dalla semina al raccolto, passando per le delicate fasi di prevenzione e difesa da malattie e parassiti.

La pianta

Il pisello (Pisum sativum) è una specie annuale erbacea, caratterizzata da stelo e foglie di colore verde chiaro, radice principale fittonante e numerose radici superficiali. I fiori, bianchi o leggermente rosati, una volta fecondati danno vita al baccello, di colore verde, in cui si formano i semi in numero variabile.

Il pisello, come le altre leguminose (fagiolo, fava, lenticchia, cece, erba medica e tante altre specie ancora), ha la preziosa caratteristica di instaurare una simbiosi a livello radicale con specifici batteri azotofissatori. Questi riescono a prelevare l’azoto presente nell’aria che circola nei pori del terreno e a cederlo alla pianta in cambio di zuccheri.

Questa fornitura di azoto non va solo a beneficio della leguminosa stessa ma anche delle colture che seguono nella rotazione. Questa è una ragione che rende le leguminose così importanti da inserire nei piani colturali delle aziende agricole, soprattutto in quelle biologiche. Anche nella coltivazione dell’orto domestico pertanto è veramente proficuo dare spazio a questa famiglia botanica che aiuta tutte le altre specie ad essere fertilizzate, almeno in parte, per via del tutto naturale. In fase di progettazione dell’orto, attività a cui vale la pena dedicare una certa attenzione all’inizio di ogni anno, è utile assegnare ai piselli uno spazio che successivamente potrà essere sfruttato da un altro ortaggio particolarmente avido di azoto, come i cavoli autunnali, che si trapiantano poco dopo la raccolta del pisello.

Clima, terreno e stagionalità

Il pisello è una specie adatta al clima temperato-fresco, non amante del calore estivo. I semi riescono a germinare a temperature di appena 4 -5 °C, per questo li seminiamo in autunno o sul finire dell’inverno. Le fasi di crescita, fioritura e sviluppo dei baccelli avvengono in primavera, mentre temperature prolungate oltre i 25-28°C causano una formazione troppo rapida dei baccelli e uno scadimento qualitativo del prodotto.

Per quanto riguarda il terreno, il pisello è un po’ più rustico del fagiolo, e si adatta a condizioni molto varie, pur andando in sofferenza su suoli molto soggetti a ristagni idrici o in quelli molto calcarei.

Preparare il terreno: lavorazione e concimazione

Il terreno deve essere preparato mediante una lavorazione principale, da praticare con vanga o forca, o nel caso di appezzamenti estesi, con un attrezzo meccanico. L’importante è che il suolo si trovi poi in una buona condizione di sofficità, ovvero che si crei un buon letto di semina. E’ inoltre importante migliorare le caratteristiche chimiche e fisiche del terreno con l’utilizzo di ammendanti come:

  • Humus di Lombrico: deriva da letame bovino e ovino che ha subìto un processo digestivo da parte dei lombrichi, preziosi alleati dell’orto, in quanto trasformano le deiezioni animali in un ammendante ricco di enzimi ed elementi nutritivi. Il prodotto è particolarmente valido per migliorare la struttura del terreno;
  • Bioactive: è un fertilizzante singolare, che fornisce elementi nutritivi e insieme inoculi di micorrize, speciali funghi che instaurano simbiosi benefiche con le piante a livello radicale. Le piante ricevono uno stimolo alla crescita radicale e una protezione dai patogeni, dando in cambio dei carboidrati ai funghi. Bioactive contiene anche il Trichoderma, altro fungo che migliora la resistenza delle piante ai patogeni responsabili come quelli che provocano i marciumi radicale.

Sebbene si tratti di una leguminosa, pensare che non richieda concimazioni sarebbe un errore. La pianta richiede tutti gli altri elementi nutritivi e sicuramente una buona presenza di sostanza organica come base, affinché il suolo sia ben strutturato e ricco di microrganismi.

Tra i fertilizzanti più consigliati vi sono:

  • Ortofrutta Bio: è un concime organo-minerale derivante interamente da fonti naturali, ed è molto ricco dei vari elementi nutritivi, tra cui il fosforo e il potassio, necessari alle leguminose;
  • Brave Crescita Sana: è un concime che contiene sostanza organica umificata, batteri della rizosfera e inoculi micorrizici. Anche questo è quindi un prodotto che oltre a nutrire offre anche benefici in termini di stimolo alla crescita e resistenza alle avversità.

Tipi di pisello

Si trovano molte varietà di piselli, che possiamo primariamente suddividere in tre grandi gruppi sulla base della taglia che le piante raggiungono:

  • piselli nani: la loro taglia raggiunge al massimo 50 cm e non richiedono l’uso di reti come sostegni. Questa caratteristica li rende particolarmente comodi da coltivare, soprattutto nelle zone ventose, in cui le reti potrebbero facilmente cadere a terra. Tra le varietà più note di pisello nano citiamo il Progress 9, dal seme rugoso quando è secco, e il Meraviglia d’Italia, una varietà a produzione precoce;
  • piselli mezza rama o semi-rampicanti: richiedono una rete bassa, e che spesso vengono anche fatti arrampicare su dei rami piantumati lungo le file. Una varietà comune di questo tipo è il pisello Rondo, che arriva a circa 75 cm di altezza e ha una fruttificazione medio-precoce;
  • piselli rampicanti: queste varietà raggiungono un’altezza considerevole e hanno bisogno di reti alte, ben fissate a dei pali. Una nota varietà di pisello rampicante è Telefono, che arriva a 1,5 m di altezza e produce semi dal gusto eccellente.

Un’altra categoria di pisello è quella dei mangiatutto, anche chiamati taccole. Di questi si mangia l’intero baccello, come per i fagiolini, senza attendere la differenziazione dei semi all’interno.

Seminare i piselli

I piselli vengono seminati direttamente all’aperto da febbraio fino al massimo all’inizio di aprile, tracciando dei solchi con una zappa per tutta la lunghezza delle file. Per tracciare file diritte è conveniente aiutarsi con spaghi legati alle estremità da bastoncini, e con un metro per misurare almeno 50 cm tra una fila e l’altra per le varietà nane e 1 metro o oltre per quelle rampicanti.

Per favorire la germinazione, l’ideale è mettere i semi a bagno il giorno precedente la semina. I semi vengono distribuiti a circa 5 cm di distanza lungo il solco precedentemente bagnato, e poi ricoperti di terra asciutta.

Nelle zone con inverni a clima mite, la semina avviene in autunno, per anticipare un po’ il momento della raccolta, che avverrà comunque nella tarda primavera. Bisogna infatti tenere conto del fatto che in inverno pieno la natura si ferma, e che ad un anticipo di così tanti mesi nella semina non può corrispondere un anticipo di altrettanti mesi nella raccolta, ma un vantaggio di qualche settimana.

Irrigazioni

I piselli sono tra gli ortaggi che si irrigano più raramente, perché la loro semina o autunnale o di fine inverno può, nelle annate climaticamente normali, beneficiare delle piogge primaverili. Nel caso di siccità invece devono sicuramente ricevere alcuni interventi irrigui, soprattutto nella fase di fioritura.

Gestire la flora infestante

Con i primi tepori della primavera le erbe infestanti iniziano ad emergere. Se non controllate, possono invadere la coltura, rendendo poi complicata la raccolta dei baccelli. Bisogna evitare che esse prendano il sopravvento, zappettando regolarmente tra le file o sistemando un buon strato di pacciamatura a terra, per esempio con paglia o fogliame.

Prevenire le avversità mediante l’uso dei corroboranti

I corroboranti sono prodotti di origine naturale che aiutano le piante ad essere più resistenti alle varie avversità che possono danneggiarle, sia quelle biotiche (funghi, batteri, insetti nocivi) sia quelle abiotiche (troppo caldo, insolazione, ecc). Quello che rende molto comodo l’uso dei corroboranti è che se si ha un orto pieno di specie diverse, si può trattare tutto senza doversi fermare e cambiare prodotto, perché i corroboranti sono benefici per tutte le specie coltivate.

Tra questi prodotti, quelli che si consigliano sono:

  • Zeolite: farina bianco-grigia di roccia vulcanica, protegge le piante da patologie fungine e anche da insetti. Per il trattamento, e deve essere diluita in acqua e irrorata sulla parte aerea di tutte le piante. La zeolite assorbe l’umidità presente sui tessuti vegetali, eliminando così le condizioni favorevoli ai funghi patogeni. Gli insetti dannosi sono invece ostacolati, nelle loro attività trofiche, dalla pellicola abrasiva costituita da questa farina così fine, che resta sulla vegetazione dopo il trattamento;
  • Lecitina di Soia: sostanza estratta dai semi della soia, previene le patologie vegetali rendendo le pareti cellulari delle piante più forti ed elastiche;
  • Caolino: è una farina di roccia argillosa di colore bianco, e la si usa diluita in acqua, come la zeolite, per prevenire attacchi di insetti, malattie e scottature da sole in estate.

Le principali patologie fungine

Tra i funghi che principalmente possono recare danno alla coltura ci sono:

  • fusariosi: il fungo responsabile di questa patologia porta le piante ad appassimento. È favorito dal drenaggio non ottimale del terreno, problema che deve essere prevenuto a monte. Su terreni che però tendono a manifestare facilmente condizioni di questo tipo, possiamo distribuire Tricoder. Si tratta di prodotto che contiene Trichoderma, fungo antagonista di molti patogeni come il Fusarium;
  • oidio: l’oidio o mal bianco è favorito da temperature tra i 20 e i 28°C e da un clima secco. La patologia si nota per la presenza della tipica efflorescenza biancastra farinosa sulla parte aerea delle piante. Contro l’oidio consigliamo Zolfo Fluido o Zolfo 80, il primo liquido e il secondo in polvere, per irrorazioni sulle piante;
  • Peronospora: si manifesta facilmente nelle primavere umide, con macchie clorotiche sulla pagina superiore delle foglie e poi disseccamenti. Possiamo arginare questa patologia con alcuni prodotti come Rame Active, che contiene rame ed è arricchito con lignosolfonati per un’azione più efficace, oppure Rame 10, Rame 30 o Rame 50. Questi prodotti integrano le carenze di rame a livello nutritivo, ma al contempo offrono alle piante anche una protezione dalle patologie fungine come questa e ad esempio l’antracnosi, che può attaccare le piante di pisello causando macchie bianco-grigiastre e punteggiature nerastre sulle foglie.

I principali insetti dannosi

Può presentarsi l’esigenza di aiutare il pisello a sviluppare le difese contro alcuni tipi di ospiti indesiderati come:

  • afidi: il pisello può essere attaccato da afidi neri e afidi verdi, i quali compaiono in fitte colonie per succhiare la linfa dai tessuti vegetali. Possono essere facilmente tenuti sotto controllo irrorando Sapone Molle;
  • tonchio: si tratta di un insetto che divora i semi, la cui presenza si riconosce dai fori tondeggianti. Bisogna prestare la massima attenzione alla conservazione dei semi secchi in magazzino ed eventualmente preferire il congelamento come metodo di conservazione;
  • tripide del pisello: compare con la presenza dei bottoni fiorali, ovvero dei fiori ancora chiusi, che questo insetto punge per nutrirsi del loro polline, provocandone il disseccamento. Successivamente colpisce anche i baccelli ancora in formazione. Il tripide può essere controllato mediante irrorazioni di Brave Controllo Vivo, prodotto specifico che stimola la presenza del fungo entomopatogeno Beauveria bassiana.

Raccolta e produzione

I piselli si raccolgono tra maggio e giugno e il periodo di raccolta è scalare. I baccelli pronti sono quelli ancora verdi e ben turgidi. Quando il baccello è ancora poco rigonfio bisogna aspettare che si riempia, ma non troppo, altrimenti ingiallisce e i semi al suo interno diventano duri e fibrosi. Vanno raccolti quando sono al momento ottimale per gustarli teneri e dolci. La raccolta può dirsi terminata quando non si vedono più baccelli e neanche fiori sulle piante e a quel punto possiamo sradicare via tutti i resti, alimentare così il cumulo di compostaggio e fare presto spazio alla coltura in successione.

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