Compostiera fai da te

Fare il compost riciclando tutti gli scarti organici vegetali e di cucina è un gesto che ha un impatto positivo a fini ecologici. Inoltre, è una delle pratiche che rientrano nella cosiddetta “economia circolare”, di cui oggi si sente molto parlare. L’economia circolare, infatti, parte dall’assunto che quelli che comunemente vengono considerati dei rifiuti sono invece delle risorse che possono dare vita a qualcos’altro.

Tuttavia, anche la pratica del compostaggio richiede un po’ di conoscenza e di tecnica. Non deve essere pensata come il semplice accumulo di tutti i resti per poter avere così un concime organico.

Vediamo quindi che cosa è esattamente il compost e come produrlo nel modo migliore.

Il compost: che cos’è

Il compost tecnicamente è un ammendante, ovvero una sostanza che deriva dalla trasformazione, in un certo arco di tempo, di scarti organici dell’orto, del giardino e della cucina, e che, apportata al terreno, ne migliora la fertilità sotto ogni punto di vista:

  • chimico: man mano che viene trasformato all’interno del suolo stesso fornisce elementi come azoto, fosforo, potassio, calcio, zolfo, magnesio e i microelementi (ferro, rame, zinco ecc). Le radici delle piante possono assorbire tutto ciò come nutrimento. In quest’ottica è un concime organico a tutti gli effetti, paragonabile al noto letame;
  • fisico: migliora molte caratteristiche del terreno su cui viene distribuito. Agisce in particolare sulla struttura, ovvero il modo in cui le particelle di suolo si legano tra loro, facendo da collante, e anche sulla ritenzione idrica e il drenaggio. A livello pratico possiamo infatti notare come un terreno tendente al compattamento, di solito con elevato tenore di argilla, diventa meno tenace alle lavorazioni grazie alla presenza di un’adeguata quantità di sostanza organica. Lo si nota in particolare con una riduzione delle caratteristiche crepe che si formano sui terreni argillosi quando asciugano dopo le piogge o gli interventi di irrigazione. La presenza di sostanza organica riduce questo fenomeno e il compost è sicuramente uno dei migliori mezzi. Nei terreni molto sciolti, invece, migliora la capacità di ritenere acqua, riducendo la tendenza ad asciugarsi troppo velocemente dopo una pioggia o un intervento irriguo;
  • biologico: il compost è una preziosa fonte di nutrimento per tutti i microrganismi che popolano il suolo, e in questo modo l’ecosistema terricolo è molto più in salute e nutrito. Un terreno sano e fertile è una premessa indispensabile alla crescita di piante sane, molto più che utilizzare concimi chimici solubili.

Gli scarti da usare per fare il compost

Sono moltissimi i prodotti che possiamo inserire nel cumulo di compostaggio o nella compostiera.

In particolare:

  • Scarti dell’orto: residui delle colture ed erbe infestanti estirpate;
  • Scarti del giardino: fiori appassiti, foglie cadute, erba tagliata, potature;
  • Scarti organici di cucina: puliture di verdura, bucce di frutta, gusci delle uova, carta umida, fondi del caffè, bustine di tè e tisane.

Sono da evitare invece i resti animali come lische di pesce, ossa. Mentre sono da mettere con moderazione anche le croste di formaggio e gli scarti troppo unti di olio. Tutto questo sarà destinato alla raccolta differenziata dell’umido, dove viene trasformato in impianti ad hoc che producono biogas e compost a livello industriale.

In alcuni casi particolari è bene rispettare specifiche accortezze:

  • non mettere resti di piante affette da virosi. Si tratta, infatti, di patologie che non si devitalizzano facilmente e potrebbero ritrasmettersi con la distribuzione del compost. Anche le piante di cavolo affette da ernia, nota patologia incurabile, non devono esservi inserite;
  • mettere erbe infestanti solo in fase vegetativa, ovvero non ancora salite a seme (bisogna estirparle dall’orto con tempestività). Questo perché i semi potrebbero passare indenni dal processo di compostaggio e, una volta distribuito il compost sul terreno si rischia di seminarle;
  • sminuzzare al meglio i resti più fibrosi e legnosi. Per esempio, i resti di potatura, piante di cavoli, melanzane, pomodori e altro ancora a fine ciclo, dovrebbero essere tagliuzzati in pezzi con una cesoia per favorirne la decomposizione.

L’importanza di utilizzare solo compost maturo per il suolo

Il compost, per essere utilizzato come ammendante nell’orto, nei vasi, nel giardino o per le piante da frutto. Ma deve essere maturo, ovvero tutti gli scarti che si sono utilizzati per produrlo devono essersi ben decomposti e non devono più essere riconoscibili. Il compost maturo deve apparire come un buon terriccio scuro e uniforme, e perché ciò avvenga passa un tempo variabile, indicativamente di 6 mesi. Ma questo che dipende molto dalle stagioni che attraversa: un cumulo iniziato a primavera si decompone molto più rapidamente rispetto ad uno che inizia in autunno, attraversando i mesi invernali.

Chi trasforma gli scarti organici: i microrganismi

Il lavoro di trasformazione degli scarti organici viene svolto da microrganismi appartenenti a diversi generi e specie, i quali utilizzano questi prodotti per la propria vita e riproduzione. Si tratta di moltissimi funghi, batteri e anche animali di taglia maggiore, come i noti lombrichi.

Il processo di compostaggio inizialmente è una sorta di combustione naturale, in quanto genera temperature alte, che possono arrivare anche a 80°C sono capaci di devitalizzare molti patogeni e parassiti. Successivamente le temperature scendono e anche la massa si riduce di volume.

Che cosa richiedono i microrganismi per svolgere il loro compito

I microrganismi che trasformano i resti in compost hanno bisogno di 3 cose in particolare:

  • aria: perché sono microrganismi aerobi, che vivono cioè in presenza di ossigeno. Il cumulo pertanto deve poter “respirare”, non trovarsi troppo compresso né intriso di acqua;
  • calore: per vivere e riprodursi, questi esseri necessitano di temperature miti. Infatti è soprattutto durante la stagione primaverile-estiva che il processo di compostaggio avviene a ritmi spediti. In inverno, invece, tutto appare fermo e non si notano particolari cambiamenti nello stato degli scarti accumulati;
  • umidità: sebbene non si debba inzuppare il compost, anche una siccità eccessiva è negativa ai fini del processo di compostaggio. In genere i resti organici delle colture e di cucina contengono umidità sufficiente, ma nel caso di estremo calore estivo accompagnato da siccità prolungata, è utile intervenire bagnando il compost leggermente. Possiamo bagnarlo solo con acqua oppure con macerati fertilizzanti come quello di ortica, che lo arricchiscono ulteriormente.

Dimensioni, forma e posizionamento del cumulo di compostaggio

Non ci sono delle regole ferree su come debba essere il compost quanto a forma e materiali utilizzabili per delimitarlo, l’importante è che vengano rispettate le esigenze di cui sopra per i microrganismi. Il cumulo comunque non dovrebbe superare un’altezza superiore a 1,5 m. In caso contrario, tenderà a schiacciarsi troppo con il proprio peso con conseguente scarsa circolazione di aria negli strati più bassi.

Sulla scelta del luogo in cui sistemare la compostiera, vale la pena sfruttare angoli dell’orto più in ombra e periferici, ma anche tali da garantire spostamenti comodi per gestirlo, anche con una carriola eventualmente.

Compostiere

In commercio per fare il compost si possono trovare le classiche campane, ma non per forza. Per un giardino una compostiera efficace e funzionale può benissimo essere costruita anche in proprio. La soluzione più semplice consiste nel prendere 4 pallet e farne una sorta di recinto, legandoli insieme o inchiodandoli. Stessa cosa può essere fatta con delle assi di legno; queste compostiere risultano molto capienti e arieggiate. Al contrario delle campane che sono piccole ed essendo in plastica non sempre garantiscono una buona circolazione di aria.

Per orti e giardini di piccole dimensioni è meglio fare due compostiere più piccole. Conviene inoltre disporle in due angoli diversi dello spazio e costruirle, per esempio, tagliando a metà i pallet.

Per le coltivazioni su balconi o cortili interni invece effettivamente le classiche campane garantiscono maggiore ordine e risparmio di spazio.

Attivatori del compost

Per facilitare la trasformazione dei residui organici nella compostiera, risulta molto utile Attivatore di Compostaggio. Si tratta di un prodotto che contiene un pool di batteri che accelerano il processo di compostaggio. Questi aiutano soprattutto per scarti come gli sfalci d’erba, gli scarti di cucina e molti residui dell’orto. Questi microrganismi, infatti, attaccano e degradano amidi, cellulosa e proteine, resistendo alle alte temperature che si formano durante il processo di compostaggio. Velocizzare il compostaggio può risultare importante quando serve compost maturo all’inizio della primavera. Si tratta infatti di un importante aiuto quando si prepara il terreno per l’orto, o si rinvasano delle piante ornamentali.

Il prodotto si trova in confezioni da 1 kg e ne servono 50-100 g ogni 10 cm di cumulo da trasformare.

Compost e odori

Un compostaggio condotto nel modo corretto non sprigiona cattivi odori, o almeno, non tali da essere avvertiti a distanza e da infastidire il vicinato. Quando il compost è maleodorante, di solito qualcosa non va, alcuni dei motivi più comuni sono:

  • o si sono formati strati compatti che hanno dato luogo a trasformazioni anaerobiche (marcescenze)
  • o vi sono stati messi scarti di origine animale, che generano putrefazioni e attirano anche molte mosche.

Un cumulo arieggiato e formato da resti vegetali non genera, di solito, questi inconvenienti.

Usando l’Attivatore di Compostaggio descritto sopra, in ogni caso, si è più sicuri che i cattivi odori vengano attutiti. È l’ideale soprattutto nel caso di compostiere in plastica, in quanto il prodotto svolge anche questa funzione, particolarmente importante in città.

Gestire il cumulo di compostaggio nel tempo

Man mano che i resti organici si decompongono, noi continuiamo ad averne di nuovi da smaltire. Si pone pertanto la questione di come fare a lasciare i vecchi residui a decomporsi senza aggiungerne di nuovi. L’ideale è avere due cumuli, anche piccoli, come anticipato sopra. In questo modo si può riempirne uno e dopo un certo tempo lasciarlo fermo, così tutti i resti avranno un minimo di contemporaneità di maturazione. Nel frattempo, si riempie l’altro e così via di seguito.

Ogni tanto è buona cosa smuovere tutta la massa per arieggiarla al meglio, con l’aiuto di un forcone. Per questa operazione in effetti è più conveniente avere una struttura apribile almeno da un lato. Tornando dunque all’esempio di sopra dei pallet, conviene che almeno un lato del recinto sia legato con spago invece che inchiodato.

Capire quando il compost è maturo

Il compost è maturo quanto assume una consistenza di buon terriccio, inodore o quasi, in cui non si riconosce la maggior parte dei materiali di partenza. Come anticipato sopra, serve un tempo di qualche mese per il raggiungimento di questo stadio. Viceversa, è errato anche attendere troppo, poiché il compost troppo vecchio perde di fertilità.

Setacciare il compost

Setacciare il compost, prima di utilizzarlo sul terreno, è molto utile. Consente infatti di trattenere tutti gli eventuali resti ancora non decomposti e rimetterli nel nuovo compost per un altro ciclo di decomposizione. Ci sono infatti resti organici particolarmente tenaci e lenti ad essere decomposti, come i gusci delle noci, o rametti di potatura vari. Per questi Attivatore di Compostaggio risulta particolarmente vantaggioso.

Il setaccio può essere anche una semplice rete a maglie di 1 cm, fissata da assi di legno e messa sopra una carriola. Nella carriola cadrà il compost fine e sulla rete rimarranno questi resti indecomposti e altri materiali accidentalmente finiti nel compost. Gli esempi classici sono i bollini della frutta e i legacci delle piante dei pomodori.

Utilizzo del compost

Il compost maturo è un prodotto particolarmente buono perché utile pressoché per tutte le piante, dalle ornamentali agli ortaggi fino alle piante in vaso. Nell’orto può essere distribuito nelle quantità di 2-3 kg al metro quadrato, o anche in dosi inferiori se non basta,. Si può anche pensare di integrarlo con qualche altro concime organico come Bioactive o Ortofrutta Bio.

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