Come coltivare le cipolle: dalla preparazione del terreno alla raccolta

Le cipolle sono tra gli ortaggi più semplici da coltivare, sia in piena terra all’aperto, sia sul balcone all’interno di vasi, cassoni o altri contenitori.

La ragione per cui possiamo affermare che produrle è relativamente semplice è legata al poco spazio che occupano, e quindi alla possibilità di ottenere buoni raccolti anche su superfici limitate. Inoltre non richiedono interventi colturali particolari. Se in confronto pensiamo di quanto lavoro necessitano i pomodori, in termini di legature, sfemminellature e raccolta quotidiana, ad esempio, ci rendiamo bene conto di quanto tempo si risparmia invece con le cipolle.

Ecco, quindi, qualche consiglio per una coltivazione delle cipolle con tecniche e prodotti del tutto ecosostenibili.

La cipolla: descrizione della pianta

La cipolla è un ortaggio a ciclo biennale, perché fiorisce e produce semi l’anno successivo a quello in cui viene seminata o trapiantata nell’orto. Ma, di fatto, viene raccolta prima di questo stadio, e ai fini della coltivazione è quindi da considerarsi annuale. Esistono molte varietà di cipolla, raggruppate soprattutto in base al colore (rosso, dorato, bianco) ma anche alla forma, che può essere allungata o tonda, fondamentalmente, e alle dimensioni. Le tecniche di coltivazione comunque non differiscono molto tra le diverse varietà.

Si tratta di una coltura da bulbo, organo che si forma appena sopra il livello del terreno, come ingrossamento e accumulo di sostanze di riserva basali da parte delle lunghe foglie guainanti e tubolari, la cui integrità è fondamentale per lo sviluppo del bulbo stesso. Le radici sono piuttosto superficiali.

La cipolla fa parte della famiglia delle liliacee come aglio, scalogno, porro ed asparago.

Esigenze di clima e terreno

Le cipolle sono tra gli ortaggi maggiormente resistenti alle temperature rigide dell’inverno, anche di diversi gradi sotto lo zero. Tuttavia, sebbene sopravvivano alle gelate, la loro crescita si ferma sotto i 5 °C.

Preparazione del terreno e concimazione di fondo

Il terreno deve essere accuratamente lavorato prima della semina o del trapianto delle cipolle. La vangatura vera e propria si rende necessaria nel caso di terreno particolarmente tenace o infestato da erba. In caso contrario, basta allentarlo in profondità con un forcone a denti piatti, che rompe gli strati compatti ma ci risparmia la fatica di capovolgere la stratigrafia del suolo, azione peraltro non buona a fini ecologici. Dopo il lavoro principale le zolle di terra devono essere frantumate con la zappa, e infine il rastrello interviene per livellare la superficie.

La cipolla non è un ortaggio fortemente esigente come altri, tuttavia, necessita di terreno fertile e ricco di sostanza organica. Di solito l’approvvigionamento di letame non è sempre facile, e l’autoproduzione di compost risulta quasi sempre insufficiente per i bisogni di un orto, quindi è importante scegliere gli ammendanti giusti, da incorporare nei primi strati di terreno durante i lavori di affinamento, dopo la lavorazione principale.

Esistono prodotti sicuramente validi per questo scopo:

  • Humus di Lombrico, ovvero letame bovino ed equino processato dalla digestione da parte dei lombrichi, che lo rendono un fertilizzante organico eccellente, ricco di enzimi, elementi nutritivi e batteri ‘buoni’. I sacchi da 7 litri sono sufficienti a concimare 50 mq di superficie coltivata;
  • Ortofrutta Bio, concime biologico completo, ricco di azoto, fosforo, potassio ed altri elementi ancora. È adatto a tutti gli ortaggi per un’unica distribuzione al momento della messa a dimora;
  • Bioactive, un prodotto particolarmente interessante perché, oltre ad essere un ammendante che nutre e rende fertile la terra in senso lato, è arricchito di un inoculo di funghi micorrizici. Questi favoriscono la buona salute e lo sviluppo radicale.

Seminare e trapiantare le cipolle

Per coltivare le cipolle ci sono due strade: l’interramento dei bulbi o il trapianto delle piantine. In entrambi i casi, in genere per le varietà di cipolle bianche e rosse la messa a dimora può avvenire in autunno o a fine inverno, tra febbraio e marzo, in modo da raccogliere le cipolle in tarda primavera o all’inizio dell’estate. Per le cipolle dorate, che sono particolarmente adatte alla conservazione, in genere si mettono a dimora le piantine in primavera, e il raccolto avviene nell’estate inoltrata. Coltivare varietà diverse di cipolla consente di avere raccolti scalari e produzioni abbondanti di cipolle.

Le cipolle si mettono a dimora distanziando i bulbetti o le piantine dai 10 ai 15 cm. Tra le file conviene lasciare invece almeno 30 cm perché questo agevola le zappettature tra le file o il passaggio del tridente per sarchiare, in modo da eliminare l’erba infestante e ossigenare il terreno, rompendo le eventuali croste che si formano in superficie.  Però se si trapianta su aiuole pacciamate col telo nero che impedisce la nascita dell’erba, il trapianto può essere più fitto e si possono anche lasciare 20 cm tra una fila e l’altra. In pratica su una proda di coltivazione larga un metro, possono starci almeno 4 file di cipolle. Su una proda lunga 3 metri e larga un metro possono stare quindi dalle 80 alle 120 piantine di cipolla.

Non è consigliato ridurre i sesti di impianto con l’idea di produrre di più. Un’eccezione è rappresentata dalla produzione di cipolline adatte ai sottaceti, per le quali si tengono distanze di soli 4 o 5 cm, in modo che i bulbi restino piccoli. Ma in genere tenere sesti ampi è positivo per prevenire le tipiche malattie di questa pianta.

Semina e trapianto in vaso

La cipolla si presta bene alla coltivazione in vaso perché occupa poco spazio e non ha un apparato radicale profondo. Possiamo privilegiare larghezza e lunghezza dei contenitori, rispetto alla profondità, per poter coltivare vari esemplari di cipolle, tenendo sempre le stesse distanze tra ogni piantina, ovvero 10-15 cm, ma con 20 cm sufficienti di spessore. Il terriccio comunque deve essere buono, come Special che è composto da una miscela pregiata di torbe e contiene al 20% un ammendante compostato verde.

Rotazioni colturali e consociazioni adatte

Considerando che la cipolla appartiene alla famiglia delle liliacee, è opportuno tenerne conto nell’impostare, di anno in anno, le rotazioni colturali nell’orto. Non bisogna piantare cipolle dove queste sono già state coltivate almeno per tutto l’anno precedente, possibilmente neanche due anni prima. Anche porri, aglio e scalogno appartengono alla stessa famiglia, e le cipolle non dovrebbero essere coltivate neanche dove sono stati questi ultimi ortaggi. Come sempre, è utile tenere a portata di mano una tabella che raggruppa gli ortaggi in base alle famiglie botaniche. In questo modo si può impostare la loro alternanza nelle varie parcelle sulla base delle loro diverse appartenenze.

Come consociazioni, la cipolla è adatta a vivere accanto alla carota; con questa instaura una reciproca protezione dagli insetti nocivi, ma anche accanto a lattughe, bietole e peperoni.

Cure dall’impianto alla raccolta

La cipolla, come anticipato, non richiede interventi complicati di coltivazione, ma certamente ci sono aspetti su cui porre particolare attenzione:

  • drenaggio: la cipolla soffre l’eccesso di umidità nel suolo, per cui non bisogna abbondare con l’acqua di irrigazione e avere cura del drenaggio. Per questo coltivare su aiuole rialzate di almeno 10-15 cm dal livello del suolo è vantaggioso;
  • diserbo: la pulizia dall’erba infestante deve essere garantita per un buon sviluppo dei bulbi delle cipolle; ciò non significa certamente dover ricorrere ai diserbanti chimici. Per evitare di faticare troppo con le scerbature manuali o per passare la zappa tra le file, è meglio optare fin da subito sulla pacciamatura. Di solito per le cipolle l’ideale sono i teli neri di materiale biodegradabile, che devono essere stesi dopo la lavorazione del suolo, dopo l’eventuale posa dei tubi per l’irrigazione a goccia e prima del trapianto delle piantine;
  • taglio fiori: capita che le cipolle prefioriscano formando in cima agli steli delle infiorescenze tondeggianti. In quel caso, per evitare che tutte le risorse della pianta vengano convogliate verso la riproduzione invece che verso lo sviluppo del bulbo, bisogna eliminare i fiori tagliandoli non appena spuntano.

Difesa fitosanitaria ecocompatibile

La cipolla è una pianta che può subire danni da diversi agenti patogeni fungini e da svariati parassiti. Fortunatamente i rimedi ecosostebili sono sufficienti a contenere tutte queste avversità, pur non eliminandole totalmente. Di seguito una descrizione delle principali corredata con le soluzioni adatte per una coltivazione biologica:

Perenospora

Si tratta di una comune patologia fungina, che sulle cipolle si manifesta con macchie decolorate e depresse su foglie e steli, con formazione di una muffetta violacea. Il fungo sverna nel suolo e sui residui colturali, ragione per cui è importante una pulizia delle aiuole dopo la coltura, se soggetta a questa patologia, unitamente al rispetto delle rotazioni. Per bloccare i sintomi è utile trattare le piante con alcuni prodotti come Rame Active. È un prodotto a base di solfato di rame complessato con lignosolofonati (composti derivanti dalla lignina vegetale) che ne potenziano l’efficacia di impiego. Il prodotto è in formulazione granulare e si trova in confezioni da 500 grammi. Per trattare la cipolla e gli altri ortaggi è consigliato un dosaggio di 10-15 grammi ogni 10 litri di acqua. Il prodotto è utile anche contro attacchi di altre patologie fungine come la fusariosi o contro i marciumi batterici;

Mosca della cipolla

Si tratta di un insetto appartenente all’ordine dei ditteri, come la mosca domestica ma anche tante altre mosche parassite delle colture agrarie, che compie fino a 4 generazioni all’anno. Il danno sulle piante di cipolla è determinato dalle larve bianco-giallastre, che penetrano nei tessuti scavandovi delle gallerie e provocandone i marciumi.

Possiamo prevenire il loro attacco grazie alla consociazione con le carote, come anticipato sopra, e poi difendere le coltivazioni, se necessario, mediante Olio di Neem puro, che non è un vero insetticida ma presenta un certo potere dissuasivo nei confronti di vari insetti come questo. Il prodotto è del tutto naturale perché derivante dalla spremitura dei semi oleosi dell’albero indiano del Neem, e si utilizza tale e quale nel caso di confezione spray pronta all’uso, o mediante diluizione per i formati da 1 litro e da 280 ml, con dosi di 3-4 ml/litro di acqua. I trattamenti possono essere ripetuti già dopo 5-10 giorni e al bisogno.

Tripidi

Sono piccolissimi insetti di colore giallognolo che provocano numerose erosioni minute che danno alle foglie e agli steli delle cipolle un aspetto deperito e decolorato, con argentature e disseccamenti. Compiono diverse generazioni all’anno e i maggiori danni si verificano durante i mesi più caldi.

Contro i tripidi risultano efficaci trattamenti con Sapone Molle, un corroborante molto utile nella lotta a svariati insetti dannosi delle piante, pur non essendo un fitofarmaco. Per piccole coltivazioni è comoda la confezione spray da 500 ml, già pronta all’uso, altrimenti ci sono anche i formati da diluire in acqua, da 1 litro o da 280 ml. In questi casi si sciolgono 3,5-4,5 ml di prodotto per litro d’acqua e si tratta tutta la coltura, avendo cura di coprirla uniformemente dal trattamento. I momenti migliori per l’esecuzione dei trattamenti sono le ore fresche della giornata e al bisogno i trattamenti possono essere ripetuti più volte durante la stagione.

Raccolta e resa delle cipolle

La raccolta delle cipolle non presenta un momento rigidamente vincolante: per conservarle a lungo è necessario che siano ben secche, in quanto un tenore di umidità ancora alto ne preclude la conservazione; però si possono già raccogliere quando sono ancora fresche per un consumo immediato. Infatti, anche le foglie delle cipolle, quando sono ancora verdi, si possono benissimo utilizzare per cucinare insieme al bulbo. Quest’ultimo, in alternativa, può essere consumato crudo. Di conseguenza è possibile iniziare la raccolta semplicemente man mano che si ha bisogno di cipolle, per poi completarla quando quelle rimaste sono del tutto secche.

Indicativamente, da un metro quadrato di coltura di cipolle, ovviamente se ben curate e quindi arrivate al raccolto abbastanza sane e integre, se ne possono raccogliere 3 o 4 kg. Considerando, per l’appunto, la possibilità di conservarle (in luogo fresco e asciutto), potrebbe valere la pena, spazio permettendo, fare un calcolo indicativo del fabbisogno familiare medio e provare a coltivare una superficie corrispondente.

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