Ortensia: come coltivare la sua bellezza intramontabile

L’ortensia è sicuramente una delle piante più amate e presenti nei giardini, ai quali regala angoli di bellezza certa coi suoi grandi fiori rosa o azzurro intenso.

Tuttavia, non è poi così scontato avere sempre delle piante di ortensia in salute e rigogliose. Quindi qualche dritta può risultare molto utile per valorizzare al massimo questo cespuglio fiorito così allegro e generoso, dalla fioritura prolungata.

Nel complesso, si tratta di una specie facile da coltivare, perché con poche accortezze e alcuni prodotti basilari, si ottengono risultati molto soddisfacenti.

La specie

Quando si parla di ortensia in realtà ci si riferisce alla specie più comune, il cui nome botanico è Hydrangea macrophylla, ma ne esistono una quarantina di specie. H. macrophylla è una specie a foglia caduca originaria del Giappone, della Cina e del Sud America, solo da due secoli è arrivata in Europa. Ha un portamento a cespuglio, che raggiunge al massimo 2 metri di altezza, presenta grandi foglie spesse dal margine dentellato e infiorescenze rotondeggianti molto durevoli, con un periodo di fioritura che va da maggio ad agosto.

I fiori non hanno realmente dei petali: quello che noi vediamo colorato è, botanicamente, l’insieme dei sepali.

Esposizione ideale e temperature

L’ortensia non ama trovarsi al sole diretto: è una tipica pianta adatta a valorizzare angoli in penombra del giardino o del terrazzo, quelli in cui altre specie sarebbero invece penalizzate.

Non gradisce neanche le temperature elevate, e anche per questa ragione è bene evitare di collocarla alla luce solare diretta. Possiamo definirla sicuramente una pianta da esterno, che può vivere in giardino per tutto l’anno o sul balcone.

L’importanza del pH del terreno e il colore dei fiori

L’ortensia è una pianta acidofila, che ama valori di pH compresi tra 4,5 e 6,5 e questa informazione è molto importante da ricordare, in modo da impostare la cura del terreno o del terriccio e le concimazioni.

Come è noto a tutti i giardinieri, le ortensie possono essere rosa o azzurre a seconda del pH del terreno. Più questo è acido, più virano all’azzurro, mentre con pH più alto si presentano rosa tenue o acceso.

Mettere a dimora l’ortensia

Per mettere a dimora una pianta di ortensia in giardino bisogna scavare una buca nella posizione scelta, che come anticipato sopra, può anche essere in penombra, in modo tale che angoli di giardino poco sfruttati vengano così valorizzati al meglio. La buca deve avere una dimensione relazionata alla zolla di terra della pianta e possibilmente maggiore di questa, in modo tale che per le radici ci sia già un certo volume di terra ben smossa e soffice. I vivai in genere forniscono ortensie di svariate dimensioni, e la scelta dipende dalle esigenze personali. In linea generale, più una pianta è piccola, più rapidi sono i tempi di attecchimento, ma una pianta grande in compenso dona subito un piacevole impatto visivo.

Alla terra di scavo della buca è vivamente consigliato mescolare Terriccio Acidofile in grande quantità, per assicurare un pH del suolo acido a sufficienza. Si tratta di una selezione di torbe bionde e nere di qualità, a pH 4,5-5, e capace di assicurare un buon drenaggio grazie alla sua porosità. Questo terriccio fornisce già una nutrizione di base completa per questo tipo di piante, a base di concime organico azotato e concime minerale complesso contenente azoto, fosforo e potassio.

Una volta estratta la pianta dal vaso, consigliamo di smuovere e potare leggermente le radici, che di solito trovano un po’ avviluppate o cresciute a spirale per doversi adeguare alla forma del vaso stesso. Questo piccolo gesto favorisce l’attecchimento del nostro esemplare di ortensia.

A questo punto basta inserire la piantina diritta nella buca, ricoprire con la terra mescolata al terriccio, comprimere delicatamente e annaffiare.

I periodi migliori per la messa a dimora sono la primavera e l’autunno, prima dell’arrivo del freddo.

Ortensie in vaso

L’ortensia è una classica pianta da giardino, ma si presta altrettanto bene a vivere in vaso, purché questo sia delle dimensioni adeguate. Per questo bisogna sempre toglierla dal vaso originario con cui la si acquista, che di solito è troppo piccolo ed è infatti pensato come temporaneo. Un vaso dal diametro di 40 cm è ottimale.

L’importante è assicurare un buon drenaggio alla pianta, mettendo sul fondo del vaso Argilla, che favorisce l’areazione del terriccio. Come substrato è suggerito il Terriccio Acidofile descritto sopra, da usare nuovamente anche durante i periodici rinvasi.

Irrigare l’ortensia

Durante l’estate è necessario intervenire spesso con le irrigazioni, ma senza impregnare di acqua la terra, poiché le radici soffrono i ristagni idrici. Alle ortensie in vaso deve essere evitato l’accumulo di acqua nel sottovaso, per cui è preferibile irrigare più spesso con volumi di acqua ridotti.

Bisogna anche evitare di bagnare la parte aerea della pianta, perché andrebbe soggetta ad alcune patologie fungine descritte successivamente.

Si annaffia bagnando quindi solo il terreno alla base, possibilmente evitando l’acqua calcarea.

Concimazioni di mantenimento

Per assicurare all’ortensia una fioritura prolungata ed abbondante durante tutta la bella stagione, è importante somministrare una concimazione regolare con prodotti adatti proprio alle piante ornamentali e fiorite. Si consiglia in particolare:

  • Acidofile liquido, un concime organo minerale da 1 litro, pensato appositamente per queste specie. Contiene i tre macroelementi di base (azoto, fosforo e potassio) e anche preziosi microelementi: boro, ferro, manganese e zinco in forma chelata, che evitano le carenze responsabili di ingiallimenti delle foglie e disseccamenti fogliari. Per l’uso basta sciogliere il contenuto di un tappo in 3 litri di acqua e annaffiare con questa soluzione le piante una volta a settimana per tutto il periodo primaverile-estivo. All’inizio dell’autunno è consigliato ridurre a una volta ogni due settimane e infine fermarsi fino all’inizio della primavera successiva. Con questa costanza le ortensie saranno sempre belle e rigogliose;
  • Acidofile solido in micropellet, in confezioni da 1 kg. Anche in questo prodotto sono contenuti i macro e microelementi di cui sopra, adatti alla nutrizione completa della pianta e a mantenere basso il pH del terreno o terriccio. Questo prodotto deve essere usato nelle quantità di 10 grammi per vasi da 20 cm di diametro, e relative proporzioni, mentre in piena terra l’equivalente di 3-5 cucchiai al metro quadrato, cospargendo al meglio il contenuto sul terreno, attorno a tutta la base della pianta. Le piante in vaso possono essere concimate ogni 2 settimane, quelle in giardino ogni 20-30 giorni.

Nel caso di carenze di ferro, ben visibili con i classici ingiallimenti fogliari internervali, viene in grande aiuto Vitafer, concime con alto contenuto di ferro. Il prodotto è disponibile in diversi formati, dalla più grande di 25 kg, adatto in questo caso a grandi aiuole o bordure, fino alla più piccola da 1 kg. Lo si distribuisce nelle quantità di 50-70 grammi/mq, annaffiando dopo la distribuzione.

Ottenere i fiori azzurri

Come anticipato sopra, con le ortensie si può cambiare il colore dei fiori ed è facilissimo con Ortensia Azzurra, uno specifico concime minerale. Oltre a nutrire le ortensie in modo bilanciato, la sua formulazione arricchita di alluminio e ferro consente di virare all’azzurro i fiori e al contempo di prevenire gli ingiallimenti fogliari dovuti a pH non sufficientemente acido o alle carenze di microelementi. Per le piante in piena terra ancora piccole ne sono sufficienti 10 grammi, mentre per piante già sviluppate basta raddoppiare la dose.

Potare l’ortensia

L’ortensia deve essere potata ogni anno, a partire dal terzo anno dal trapianto, poiché i primi due anni deve avere tempo di svilupparsi.

Si procede in autunno, tagliando i rami che avevano fiorito e lasciando poche gemme per ramo. Da queste gemme si svilupperanno i futuri fiori. Dopo i tagli è utile un trattamento con Propolis, un corroborante molto adatto a disinfettare in modo naturale le ferite di taglio come quelle di potatura.

Possibili problemi dell’ortensia e soluzioni eco-friendly

L’ortensia può essere colpita da alcune malattie e insetti che possono comprometterne l’aspetto, ma fortunatamente ci sono valide soluzioni anche a basso impatto ambientale.

Prima ancora di descrivere le malattie e gli insetti più comuni, con sintomi e rimedi, è interessante programmare, per tutta la bella stagione, dei trattamenti preventivi con dei corroboranti. Questi sono prodotti di origine naturale che potenziano le difese naturali delle piante, rendendole più, capaci di resistere alle varie avversità. Ce ne sono molti tra cui scegliere, alcuni dei quali possono prevenire malattie e insetti, come Zeolite e Diato Pro; altri invece più specificamente le malattie, come Lecitina di Soia, Tannino e Equiseto; altri ancora nella prevenzione dagli insetti, come Olio di Lino, Sapone Molle e Ortica. Di ciascuno di essi sono fornite tutte le specifiche e i dettagli sulle modalità di utilizzo, quindi ognuno può scegliere quello o quelli che trova più interessanti.

I trattamenti con i corroboranti richiedono un po’ di costanza perché risultino davvero efficaci, ma in compenso si possono vedere poi piante robuste e sane, ed evitare al massimo l’uso di insetticidi o fungicidi, anche quelli ammessi in agricoltura biologica.

Malattie delle ortensie

Le patologie fungine più frequenti a carico dell’ortensia sono cercosporiosi ed antracnosi. Nel primo caso si formano delle grandi macchie scure sulle foglie, mentre nel secondo caso si nota un imbrunimento molto esteso di foglie e fiori.

Nel caso di sintomi gravi, possiamo distribuire un prodotto rameico sulle piante che tecnicamente sono fertilizzanti a base di rame, ma che aiutano moltissimo nel caso di queste patologie fungine. Possiamo scegliere tra:

  • Rame Active: solfato di rame complessato con lignosolfonati, composti naturali presenti nella lignina, componente delle cellule vegetali. I lignosolfonati potenziano l’efficacia del prodotto;
  • Rame 30, Rame 50, Rame 10: tutti prodotti contenenti rame in diverse percentuali.

Altra malattia frequente sulle ortensie è l’oidio, riconoscibile per la patina bianco-grigiastra che si forma sulle foglie e che si manifesta su queste piante nel periodo estivo. Possiamo risolvere questa patologia con trattamenti a base di Zolfo o Zolfo 80. Sono due prodotti che possiamo trovare utili anche nella loro funzione di correttivi del pH del suolo se non sufficientemente acido.

Insetti ed altri parassiti

Le ortensie possono essere attaccate dalla cocciniglia, che succhia la linfa degli organi a cui si attacca, portandoli a volte fino al disseccamento. Possiamo allontanare questo insetto spruzzando regolarmente Olio di Lino, uno dei corroboranti menzionati sopra. Possono anche capitare attacchi di afidi, la cui presenza è facilmente distinguibile perché vivono in colonie ed emettono tanta melata appiccicosa che attira le formiche. In questo caso possiamo usare facilmente Ortica o Sapone Molle.

Protezione invernale

L’ortensia è una pianta che resiste abbastanza bene alle basse temperature, per questo non occorrono coperture.

Nel caso di gelate possiamo però proteggere l’apparato radicale con una buona pacciamatura dall’effetto naturale, come Corteccia di Pino o Corteccia Mista, entrambi utili come isolanti termici. Queste cortecce con il tempo si trasformano in ottimo humus per la terra e non richiedono alcun gesto di smaltimento.

Moltiplicare l’ortensia

Moltiplicare in proprio l’ortensia è molto semplice mediante talea. Non dobbiamo fare altro che tagliare un rametto di circa 30 cm, a cui levare le foglie in basso lasciando solo quelle apicali, che è preferibile spuntare per ridurne la traspirazione. Il rametto dovrà essere messo in acqua o in un vasetto riempito di terriccio costantemente inumidito. Nell’arco di qualche settimana la nuova piantina avrà messo radici e sarà destinata a svilupparsi con le stesse caratteristiche della pianta madre, in quanto geneticamente identica. Questa operazione si esegue in primavera.

Curiosità: altre specie di ortensia

Oltre all’ortensia comune, vi sono altre specie, 40 in tutto, all’interno del genere Hydrangea, simili ma per certi tratti un po’ diverse. Tutte presentano comunque delle fioriture gradevoli che le rendono idonee a poter abbellire bordure, aiuole o angoli di giardino che si desidera riempire con qualcosa di insolito. Citiamo ad esempio Hydrangea panicula, specie dall’habitus di alberello dall’altezza massima di 5 metri, è una specie di ortensia a fiori bianchi, purché il pH del suolo sia molto acido, tra 4,5 e 5.

Prodotti suggeriti

Terriccio Acidofile

Il substrato di qualità ideale per la coltivazione ed il rinvaso di tutte le Gardenie, Ortensie, Azalee, Lilium, Felci, Rododendri, ecc. che necessitano di terreni acidi.

Acidofile

Concime organo minerale ideale per nutrire tutte le piante acidofile: ortensie, rododendri, azalee, eriche, camelie, gardenie, magnolie ecc.

Ortica

Sostanza di Base con funzione insetticida, fungicida, acaricida. Ottenuta per fermentazione della parte aerea di Urticae spp.

Rame Active

Prodotto a base di solfato di rame complessato con lignosolfonati, i quali sono dei com- posti naturali che derivano dalla lignina presente negli alberi.

Sapone Molle

Potenziatore delle difese della pianta nei confronti di insetti (es. afidi, aleurodidi, cocciniglie, cicaline, acari).

Olio di Lino

Favorisce il potenziamento delle naturali difese della pianta migliorandone la resistenza da attacchi esterni, in particolare degli insetti come le cocciniglie.

Rame Zolfo

Prodotto studiato per curare le carenze di rame e zolfo, elementi utili al processo di fotosintesi clorofilliana e di sintesi delle proteine.

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