Coltivare insalate in inverno

Durante i mesi freddi la coltivazione di insalate può sembrare una sfida altamente improbabile. Ma con qualche trucco e allestendo delle piccole strutture di semi-forzatura, è possibile quantomeno estenderne al massimo la stagione produttiva.

Vediamo quindi qualche soluzione che ci viene in aiuto.

Il letto caldo

L’allestimento di un “letto caldo”, ovvero una piccola serra che sfrutta il calore generato in modo naturale dal letame che fermenta, è certamente un metodo molto valido per piccole produzioni invernali di ortaggi.

Soltanto la sua costruzione iniziale è un po’ impegnativa, dopodiché potrà essere riutilizzato ogni anno.

Per avviare un letto caldo bisogna scavare una buca rettangolare, della dimensione voluta, indicativamente larga 1 metro, lunga a piacere e profonda circa 50 cm. Dalla superficie si innalza una cornice a perimetro del rettangolo, per mezzo di assi di legno. I lati lunghi di questo dovrebbero essere di altezze diverse, in modo che la copertura trasparente non sia parallela al piano del terreno ma inclinata. Indicativamente sono consigliati 50 cm per il lato più, basso e 65 cm per quello più alto.

La copertura può essere di vetro, plexiglas o semplici teli plastificati. L’importante è che, in ogni caso, siano fissati a telai di legno, meglio se fissata in modo che si apra e chiuda facilmente.

La buca deve essere riempita per i primi 10 cm circa di foglie e ramaglie triturate, e per gli altri 40 cm da letame fresco. Quest’ultimo, possibilmente, da procurarsi da allevamenti non intensivi. Il letame di cavallo è quello che meglio generare calore.

Il terriccio

Sopra questo strato si deve mettere del buon terriccio, fino appena sotto il limite delle assi di legno basse.

Per questo scopo si può utilizzare un prodotto come Terriccio Professionale. Si tratta di un substrato ottenuto dalla miscelazione di torbe bionde e di torbe brune, e arricchito da un concime minerale composto e una miscela di concimi a base di azoto e fosforo. Questo terriccio, venduto in sacchi da 70 litri, è particolarmente adatto per la germinazione di piantine seminate, grazie alla sua sofficità.

Il calore sprigionato dal letame sale verso gli strati superiori e riscalda il terriccio. In questa maniera consente la germinazione di piantine seminate in periodi in cui le temperature esterne sarebbero proibitive. La copertura trasparente fa la propria parte nell’assicurare calore per effetto serra.

Il letto caldo deve essere orientato a sud, in modo tale da intercettare al massimo la radiazione solare.

Ogni anno bisognerà sostituire il letame. Infatti questo nel frattempo sarà maturato e lo potremo comunque usare per l’orto unitamente al terriccio che vi si mescolerà inevitabilmente nello svuotamento della buca.

Piccole serre e tunnel per anticipare la stagione

Serre e tunnel di diverse forme e dimensioni sono l’ideale per anticipare le semine, indicativamente di un mese rispetto a quelle all’aperto che avvengono, a seconda delle zone e delle altitudini, da marzo più o meno inoltrato.

Per potenziare l’effetto di una serra o di un tunnel, le colture seminate possono essere anche coperte da teli di tessuto non tessuto. In questo modo si può avere una doppia protezione.

Il terreno all’interno di queste strutture deve essere lavorato e arricchito con un buon concime di origine naturale. Ad esempio si può adoperare Bioactive, che oltre a contenere nutrienti derivanti dal letame, è fornito di inoculi di micorrize e del fungo Trichoderma. Entrambi sono elementi utili per la resistenza delle piante agli stress biotici come potrebbero essere funghi patogeni e abiotici come caldo e freddo.

Un altro valido aiutante è Brave Crescita Sana, che oltre alla presenza di micorrize è ricco anche di acidi umici e fulvici.

Volendo invece optare per ammendanti classici, validi per la concimazione di fondo del terreno per tutta la primavera, possiamo scegliere Humus di Lombrico. Questo prodotto è ottenuto dalla trasformazione da parte dei lombrichi di letame bovino ed equino, o c’è Ortofrutta Bio, concime organo minerale completo di origine completamente naturale.

Tutti e quattro i prodotti sono consentiti in agricoltura biologica e permettono una coltivazione del tutto sostenibile per l’ambiente e la propria salute.

La semina ideale delle insalatine in questo caso è a spaglio, perché consente di ottimizzare al meglio la scarsa superficie disponibile di queste strutture da orto domestico.

Le specie ideali di insalata

Le insalate più resistenti alle basse temperature sono:

  • radicchi: sono vari i radicchi o cicorie da taglio adatti alla semina. Per esempio ci sono la zuccherina o “biondissima di Trieste”, dal colore verde chiaro e consistenza tenera; oppure la cicoria spadona, dalle foglie allungate e colore verde leggermente più scuro della precedente. Sono insalatine molto rustiche e facili da coltivare anche da parte di chi è veramente alle prime armi;
  • agretti, detti anche “barbe dei frati”, piante dalle foglie lunghe e molto strette, a crescita abbastanza veloce;
  • rucola e simili, come mizuna, mibuna e senape, tutte imparentate e comprese nella famiglia delle brassicacee, come i cavoli;
  • ravanello: non è propriamente un’insalata ma lo si consuma abitualmente all’interno di insalate. Considerando poi che la sua temperatura minima per la germinazione è di 6 °C, può essere preso in considerazione in questa fase;
  • crescione inglese: per germinare richiede temperature minime di 7-8°C e con temperature miti lo si raccoglie anche dopo 20-30 giorni dalla nascita. Magari in inverno dovremo attendere di più, ma è comunque un’insalata a crescita veloce.

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