Coltivare il porro: un ortaggio per tutto l’anno, versatile e di buona resa

Coltivare il porro è particolarmente soddisfacente. Questo perché lo si coltiva praticamente in tutte le stagioni, rende bene, genera poco scarto in cucina, offre un raccolto scalare, si presta ad innumerevoli ricette come ingrediente e come condimento e oltretutto occupa poco spazio nell’orto. Come si può vedere, sono molte le buone ragioni per coltivarlo.

Di seguito sono riportate tutte le indicazioni per una produzione di porri sostenibile per l’ambiente e al contempo generosa. Questi due obiettivi possono coesistere benissimo e rendono la coltivazione gratificante.

Il porro: specie e varietà per tutte le stagioni

Il porro (Allium porrum) fa parte della famiglia delle Liliacee, come aglio, scalogno, cipolla e asparago, oltre che tante liliacee ornamentali come giglio e narciso. Si tratta di una specie a ciclo biennale, che significa che dopo una prima fase vegetativa, nell’anno seguente la pianta emette lo scapo fiorale, da cui poi maturano i semi per la riproduzione. Però di fatto nella coltivazione non si assiste mai a questa fase perché raccogliamo i porri molto prima, nel primo anno di coltivazione.

Il fusto del porro in realtà è un falso fusto composto dalle foglie compatte, bianche per la prima parte e poi verdi, di diversa lunghezza a seconda delle varietà. Le radici sono fascicolate e abbastanza superficiali.

Del porro esistono moltissime varietà, suddivise soprattutto in base ai periodi di semina e raccolta:

  • varietà estive, con semina delle piantine da gennaio a marzo e raccolta tra aprile ed agosto;
  • varietà autunnali, con semina tra febbraio e marzo e raccolta tra agosto e ottobre;
  • varietà invernali, con semina tra aprile e giugno e raccolta da settembre fino alla fine dell’inverno.

Per una buona organizzazione conviene richiedere informazioni dal vivaista da cui si intendono comprare le piantine pronte al trapianto. In alternativa si possono consultare i cataloghi delle ditte sementiere nel caso in cui si desideri realizzare il semenzaio in proprio. Si trovano facilmente anche sementi biologiche, o comunque non trattate.

Diversificando il più possibile le varietà, e pianificando attentamente l’orto per tutto l’anno, è sicuramente possibile raccogliere porri per molti mesi.

Clima e terreno ideali per coltivare il porro

Il porro si adatta facilmente a diverse condizioni climatiche, sebbene il clima migliore sia quello temperato. I terreni più indicati per coltivare il porro sono quelli a tessitura di medio impasto, ovvero né troppo argillosi né troppo sciolti, ma sicuramente una buona e costante concimazione organica può migliorare moltissimo anche i terreni apparentemente meno adatti.

I porri invernali sono molto resistenti al freddo, tanto che possono essere tenuti in campo per una raccolta scalare che può terminare a fine inverno, quando già si sono seminati quelli nuovi.

Immagine con piante di porro che crescono ne terreno

Iniziare a coltivare il porro: la semina delle piantine

Le piantine di porro possono essere acquistare pronte per il trapianto. Ma seminarle in proprio in una piccola serra adibita a semenzaio è sicuramente una grande soddisfazione per assistere ad un ciclo completo dalla A alla Z.

Per realizzare il semenzaio servono sicuramente, oltre alla struttura, una buona esposizione luminosa, dei ripiani, dei contenitori adatti (alveoli o vasetti di vari materiali e forme), e un buon terriccio. Per le semine consigliamo, in particolare Terriccio Professionale. Si tratta di una miscela di torbe bionde e torbe brune di qualità, che assicurano un substrato fine per la germinazione delle piantine.

Trapianto del porro

Le piantine di porro sono pronte per il trapianto dopo almeno un mese dalla semina, e nell’orto devono essere distanziate circa 15 cm, tenendo 30 cm tra le file. Lo sviluppo verticale della pianta consente una notevole densità di impianto, maggiore rispetto a quella di tante altre specie.

Prima del trapianto, bisogna preparare adeguatamente il terreno con le dovute lavorazioni e concimazioni di fondo. Tra la lavorazione principale, da praticare con vanga o forcone, e la rottura delle zolle con la zappa, possiamo distribuire uno dei seguenti prodotti:

  • Bioactive: questo è un fertilizzante molto innovativo che non si limita a fornire sostanza organica, ma contiene anche funghi antagonisti che garantiscono una protezione dai funghi patogeni presenti nel suolo. Se ne consiglia la dose di 120 grammi al metro quadrato;
  • Humus di Lombrico: è un ottimo ammendante, che deriva dalla digestione del letame da parte di lombrichi, i quali lo arricchiscono ulteriormente di enzimi e nutrienti preziosi. Dose consigliata: 200-300 grammi al metro quadrato;
  • Lo Stallatico: è il concime organico più utilizzato, e non è altro che letame maturo, essiccato e ridotto in pellet, quindi molto concentrato. La dose consigliata è di 250-500 grammi per metro quadrato.

Appena prima del trapianto, invece, da cospargere più superficialmente sull’aiuola col rastrello quando si livella la superficie, è consigliato uno dei seguenti concimi organo-minerali:

  • Ortofrutta Bio: concime contenente azoto, fosforo e potassio (NPK), fornisce un nutrimento completo per tutti gli ortaggi e i fruttiferi, a cui cede azoto lentamente e gradualmente. La dose consigliata è di 80 grammi al metro quadrato;
  • All Crops: è un altro concime completo, anche se presenta un titolo di N, P e K inferiore rispetto al precedente. La sua matrice organica, tuttavia, ne permette un’ottima assimilazione da parte delle piante, che ne rende sufficiente una distribuzione di 70-100 grammi al metro quadrato.

I porri possono essere trapiantati su terreno nudo oppure su teli neri da pacciamatura, scelta vivamente consigliata per prevenire la nascita di erba infestante. Anche la pacciamatura organica, con paglia o erba è sicuramente valida, solo che in questo caso, data l’alta densità di impianto, è più scomoda da mettere in pratica. Conviene in questo caso attendere che le piantine siano un po’ sviluppate per evitare il rischio di seppellirle da questi materiali.

Porro e carota: una consociazione vincente

Invece di coltivare unicamente il porro c’è la possibilità delle consociazioni, ovvero più colture diverse associate e vicine. Tra le consociazioni più note e adottate da coloro che coltivano un orto biologico vi è sicuramente quella porro-carota, dalla quale si genera una reciproca protezione dagli insetti nocivi. Le due colture possono essere coltivate su file alternate nella stessa aiuola. Altre consociazioni adatte, a seconda delle stagioni di coltivazione del porro, sono anche con insalate varie, bietole, cavoli vari e sedano.

Coltivare il porro: cure colturali

Dopo il trapianto nell’orto, le piante di porro richiedono molte cure e attenzioni fino al raccolto, che avviene dopo oltre 4 mesi. Bisogna irrigare regolarmente, senza bagnare la parte aerea delle piante, e quindi optando per un impianto di irrigazione a goccia o anche usando il semplice annaffiatoio, versando acqua alla base delle piante. Inoltre, bisogna mantenere pulito il terreno dall’erba infestante. Quindi se l’opzione pacciamatura è stata scartata, bisogna zappettare tra le file e levare a mano l’erba vicina alle piantine, facendo attenzione a non scalzare queste ultime.

Prevenire malattie e insetti con i corroboranti

Il porro è un ortaggio a ciclo abbastanza lungo e durante la sua permanenza in campo può essere attaccato facilmente da alcuni insetti e malattie. Risulta utile prevenire tutto questo mediante buone pratiche come le rotazioni colturali e irrigazioni corrette come descritto sopra, ma un aiuto ulteriore proviene dai corroboranti.

Questi ultimi sono prodotti di origine naturale che irrorati sulle colture previa diluizione in acqua stimolano la resistenza naturale delle piante nei confronti di diversi patogeni e parassiti. Non sono agrofarmaci, pertanto non si devono rispettare tempi di carenza, e non lasciano alcun residuo nel prodotto.

Tra i numerosi corroboranti, citiamo, a titolo di esempio:

  • Zeolite: è una farina di roccia vulcanica che protegge le colture da insetti e da malattie fungine, perché forma un velo di particelle che ostacola il proliferare di entrambi i tipi di avversità. Deve essere diluita in acqua (50-100 grammi in 10 litri) e irrorata sulle piante garantendo una completa copertura;
  • Diato Pro: è un gel di silice che previene insetti e da patologie fungine, come il prodotto precedente, creando una barriera meccanica protettiva sulla superficie degli organi aerei delle colture;
  • Lecitina di Soia: è una sostanza estratta dai semi della soia, e rende le pareti cellulari più elastiche e quindi più resistenti agli attacchi dei funghi patogeni;
  • Sapone Molle: il semplice sapone ha un effetto insetticida molto efficace ma non inquina e non compromette la possibilità di mangiare i prodotti. In particolare è utilissimo in presenza di afidi e in questo caso conviene utilizzarlo quando si riscontra l’effettiva presenza dell’insetto sulla pianta;
  • Olio di Neem: estratto dai semi dell’albero indiano del Neem, è un olio che contiene azadiractina la sostanza attiva usata per la fabbricazione di bioinsetticidi. Anche l’olio puro come questo aiuta molto nell’allontanare gli insetti dannosi.

Possibili malattie del porro

Nel coltivare il porro, ci si può imbattere in alcune malattie fungine, tra le più frequenti citiamo:

  • Peronospora: causata dal fungo Phytophtora porri, trova le condizioni ideali nel clima piovoso e nelle temperature miti, comprese tra 12 e 22°C, mentre si ferma con il caldo. La si riconosce per la necrosi e l’afflosciamento della parte apicale delle foglie;
  • Ruggine: data da Puccinia porri, la si distingue bene per la presenza di numerose pustole di colore rugginoso sulle foglie, che ingialliscono a partire dalle più esterne.

Queste malattie di natura fungina possono essere bloccate distribuendo sulle piante un prodotto a base di rame che tecnicamente sono concimi rameici, ma svolgono anche una potente funzione protettiva:

  • Rame Active, prodotto a base di rame potenziato dalla presenza di lignosolfonati, sostanze estratte dalle piante, che lo rendono più facilmente assimilabile dalla coltura. La pianta vi riconosce infatti una sostanza familiare.
  • Rame 10, Rame 30 e Rame 50: prodotti in cui il numero indica il contenuto percentuale dell’elemento rame.

Contro eventuali marciumi, favoriti dall’umidità del suolo e da uno scarso drenaggio, è utile distribuire Tricoder, un prodotto innovativo che contiene il fungo antagonista Trichoderma, per una difesa del tutto ecologica e naturale.

Insetti dannosi

Presta attenzione a questi insetti quando decidi di coltivare il porro:

  • Tripidi: insetti molto polifagi e capaci di compiere molte generazioni in un anno, sui porri provocano disseccamenti diffusi dovuti alle innumerevoli punture di suzione;
  • Mosca minatrice del porro: è un dittero le cui larve scavano delle sottili gallerie nelle foglie e possono essere molto dannose sulle piantine appena trapiantate, compromettendone anche del tutto la crescita. L’Olio di Neem citato sopra aiuta molto nell’allontanare questo insetto e il precedente;
  • Tignola del porro: si tratta di un lepidottero la cui larva di colore giallo chiaro erode le foglie. La tignola del porro è particolarmente dannosa in estate e in caso di attacco intenso conviene ricorrere ad un bioinsetticida a base di Bacillus thuringiensis, che è molto efficace e selettivo, cioè risparmia gli insetti utili.

Raccolta del porro

Per la raccolta del porro non c’è un momento preciso. Non è come per il pomodoro, che diventa rosso e inequivocabilmente maturo, o per l’insalata che forma un cespo che arriva alla dimensione finale. I porri infatti possono essere raccolti da quanto hanno raggiunto il diametro minimo di un dito fino alla dimensione finale. Si estraggono semplicemente da terra a mano, senza la minima fatica, e si mondano con un coltello dalle radici e dalla sommità delle foglie. La parte verde delle foglie può essere utilizzata in cucina molto di più di quanto non venga comunemente fatto. Per esempio, si può usare per cucinare sughi o nelle minestre, eliminando solo la parte terminale, più sciupata o appassita.

Porro e rotazioni

Il porro è una liliacea che non dovrebbe seguire né precedere direttamente altre liliacee nelle rotazioni. Pertanto deve essere alternata ad ortaggi appartenenti ad altre famiglie, con intervalli di almeno due cicli colturali. Per “incastrare” perfettamente tutti gli ortaggi nello spazio e nel susseguirsi delle stagioni è di grande importanza una pianificazione anticipata dell’orto, aiuola per aiuola.

Prodotti suggeriti

All Crops

Concime organo-minerale NPK adatto a nutrire tutti i tipi di piante, può essere usato nell’orto, in giardino e in vaso.

sacco di stallatico

Lo Stallatico

Concime biologico totalmente naturale e completo che nutre le piante e mantiene fertile il terreno.

Zeolite

Agisce in modo meccanico coprendo la vegetazione e creando un ambiente inospitale per insetti e funghi.

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