Coltivare fagioli e fagiolini

Il fagiolo è una tipica coltura estiva da orto e da pieno campo, semplice da coltivare anche per principianti e poco esigente in termini di cure.

In particolare, è interessante la possibilità di conservare il raccolto, dato che i fagioli possono essere congelati o essiccati, per essere usati nelle zuppe invernali e in tantissime preparazioni. Quindi vale la pena abbondare con le semine senza rischio di sovrapproduzioni difficili da smaltire.

Un altro valido motivo per cui è positivo coltivare fagioli è legato all’appartenenza della pianta alla famiglia delle leguminose; tutte specie benefiche per la fertilità della terra. Nelle rotazioni le leguminose rivestono infatti l’importante ruolo di piante azotofissatrici, in virtù di una simbiosi radicale con batteri specifici che riescono a prelevare e assimilare l’azoto contenuto nell’aria che circola nei pori del terreno, cedendolo alle piante in cambio di zuccheri.

Il fagiolo viene coltivato nelle varianti da sgranare e come fagiolino mangiatutto, in molteplici varietà per entrambe le tipologie.

Di seguito sono riportate utili indicazioni su come condurre una buona coltivazione di fagioli e fagiolini con metodi sostenibili per l’ambiente e al contempo efficienti.

Specie e varietà di fagioli

Le varietà più comuni di fagiolo e fagiolino sono della specie Phaseolus vulgaris, originaria delle Americhe. Qui vi troviamo infatti molti dei fagioli da sgranare, come i comuni borlotti, sia a taglia nana sia rampicanti, e anche molti fagiolini mangiatutto, detti anche cornetti. Questi ultimi, infatti, non sono altro che fagioli, coltivabili anche per i semi, ma ritenuti più validi sotto il profilo alimentare per l’uso dell’intero baccello. Il fagiolo di Spagna, quello dai semi molto grandi è invece Phaseolus coccineus o multiflorus, pianta rampicante caratterizzata da bellissimi fiori rossi e quindi anche molto gradevole alla vista.

Di origini asiatiche è invece il fagiolo dall’occhio, Vigna unguiculata, coltivato nel nostro Paese fin dai tempi antichi. Si tratta di una pianta dalle foglie verdi brillanti, più scure rispetto a quelle dei fagioli più comuni e dai baccelli molto lunghi.

Stagionalità

Il fagiolo e il fagiolino si devono seminare a primavera inoltrata, senza anticipare troppo, in quanto sono specie macroterme, richiedono cioè calore. Indicativamente possiamo iniziare da aprile, quando le temperature medie sono di circa 15 °C, fino a luglio per raccolta autunnale. L’ideale, vista la possibilità di rendere scalari semine e raccolto, è progettare le produzioni del proprio orto in modo da evitare periodi di super raccolto e periodi di totale mancanza. Idealmente potremmo avere i primi fagiolini da giugno e arrivare a settembre con gli ultimi raccolti di entrambe le tipologie.

Preparare il terreno per fagioli e fagiolini

Il letto di semina per i fagioli deve essere accurato, ma data la grandezza dei semi una presenza di zollosità moderata è tollerabile. Bisogna comunque provvedere ad una buona lavorazione profonda e a successive zappettature per affinare quanto più possibile lo spazio.

Sebbene si tratti di una leguminosa, è doveroso comunque provvedere ad una concimazione di fondo con cui apportare gli altri elementi nutritivi e in generale pensare ad un buon mantenimento del tenore di sostanza organica, premessa indispensabile per la salute del suolo e per qualsiasi produzione.

Tra i fertilizzanti consigliati citiamo:

  • Humus di Lombrico: è un prodotto che migliora in generale la struttura del suolo, apportando quindi anche benefici fisici oltre che migliorare la disponibilità di elementi nutritivi. Il prodotto deriva dalla digestione, da parte dei lombrichi, di un insieme di letame bovino ed equino, che risulta più ricco;
  • Ortofrutta Bio: è un ottimo concime organo-minerale completo, che apporta tutti i macro e i micro elementi richiesti dalle piante;
  • Bioactive: fertilizzante che non contiene soltanto letame come fonte di sostanza organica e nutrimento, ma anche il fungo antagonista Trichoderma, che protegge le piante dai patogeni terricoli, soprattutto quelli responsabili dei marciumi radicali.

La semina

La semina di fagioli e fagiolini di norma avviene direttamente a dimora, anche se non è da escludere la realizzazione del semenzaio e poi il trapianto di piantine già di 10-15 cm di altezza. Data la facilità di emergenza con temperature primaverili, è più conveniente tuttavia la semina diretta, soprattutto economicamente. Per realizzarla, si tracciano delle file diritte con una zappa, anche con l’aiuto di fili tesi alle estremità di paletti. Per le varietà nane, le distanze consigliate, tra un solco e l’altro, sono di 40-50 cm, mentre per quelle rampicanti 1 metro e oltre, poiché a distanze inferiori le piante si ombreggerebbero eccessivamente e il passaggio tra le file risulterebbe molto difficile.

Mettere i semi a bagno il giorno precedente la semina aiuta a velocizzare l’emergenza delle piantine. I semi vanno posti a 4-5 cm uno dall’altro, dopodiché si copre il solco di pochi cm di terra e si annaffia. Nel caso di terreno particolarmente argilloso, è consigliato bagnare il solco prima di mettere i semi e ricoprire questi ultimi di terra asciutta.

Irrigazioni e gestione delle malerbe

Le piante di fagiolo ai primi stadi di crescita devono essere irrigate regolarmente ma parsimoniosamente. Il momento di massima richiesta di acqua è in prossimità della fioritura. Successivamente, quando i baccelli sono in via di sviluppo, i turni di irrigazione possono essere ridotti. Ovviamente i parametri climatici come temperature, piovosità e vento, e anche la tessitura del suolo, incidono nello stabilire il momento in cui irrigare e le pause.

Per una coltura seminata a file come il fagiolo può essere semplice sarchiare o zappettare regolarmente il terreno per impedire alle erbe infestanti, le cosiddette erbacce, di prendere il sopravvento. Una valida alternativa è l’uso della pacciamatura, ovvero la copertura del suolo tra le file per impedire la nascita stessa delle infestanti riducendo drasticamente l’impegno fisico da dedicare alla coltivazione. Possiamo realizzare la pacciamatura con vari tipi di telo o con foglie, erba di giardino oppure paglia, se disponibile.

Pali e reti per i rampicanti

Le varietà rampicanti di fagiolo necessitano di reti su cui svilupparsi. Tenendo conto del peso delle piante e dei baccelli, e anche del rischio di folate di vento forte, è fondamentale mettere molti pali lungo la fila, a distanze al massimo di 2 metri e ben interrati in profondità. Le reti vi devono essere legate bene in modo che siano tese.

Prevenire le malattie delle piante di fagiolo

Le piante di fagiolo e fagiolino possono andare soggette a svariate patologie fungine, ma rispettando alcune semplici norme di prevenzione potremo ridurre la loro incidenza e arginarne i danni.

In particolare, primavere umide e piovose, e semine troppo fitte sono fattori che predispongono l’instaurarsi delle avversità crittogamiche. Le più comuni sono:

  • Antracnosi, provocata dal fungo Colletotrichum lindemuthianum, si manifesta sui fusti con tacche dapprima superficiali, e progressivamente più profonde, su cui si formano masse cerose-mucillaginose di colore rosato. Tali macchie infossate e scure si formano anche sulle foglie e sui baccelli;
  • Alternariosi, riconoscibile dalle macchie sulle foglie;
  • Ruggine, determinata dal fungo Uromyces appendiculatus, si contraddistingue per le pustole rugginose e polverulente che appaiono sulle foglie e in seguito anche sui baccelli.

Trattandosi di patogeni specifici, la pratica delle rotazioni è sicuramente un mezzo valido per limitare il loro proliferare nel tempo, e anche in una coltivazione privata è molto consigliato rispettarle ogni anno.

I corroboranti per trattamenti preventivi

Prevenire le patologie fungine è facile con trattamenti regolari a base di corroboranti. Sono prodotti di origine naturale che aiutano le piante a potenziare le loro difese naturali. Tra questi citiamo:

  • Zeolite: è una farina molto fine di roccia vulcanica che si usa in soluzione acquosa per trattamenti sulla parte aerea delle piante. Grazie a questo velo di roccia finissima l’umidità presente viene ridotta e quindi l’ambiente risulta inospitale ai funghi patogeni;
  • Caolino: è un altro tipo di farina di roccia rispetto al precedente. Può essere usata, oltre allo scopo di prevenire le patologie fungine, anche per ridurre i problemi da scottature da sole in estate. Nei periodi molto caldi e secchi con tanta insolazione, la produzione di fagioli e fagiolini viene ostacolata e le foglie stesse tendono a ripiegarsi. Trattamenti con questo prodotto possono mitigare l’effetto di queste condizioni climatiche;
  • Lecitina di Soia: si tratta di una sostanza estratta dai semi della soia. Agisce rafforzando e rendendo più elastica la parete cellulare delle piante, inibendo così la penetrazione da parte dei miceli fungini. Il prodotto esiste anche in formato spray pronto all’uso, molto pratico per le coltivazioni di fagiolo sul balcone.

Prevenire gli attacchi di insetti

Gli afidi sono tra gli insetti nocivi più facili da trovare su fagioli e fagiolini. Sono piccoli insetti a tegumento molle che vivono in fitte colonie; sono dotati di un apparato boccale pungente succhiante con cui estraggono la linfa da foglie e germogli. La conseguenza della loro attività suzione è la deformazione degli organi vegetali e una forte presenza di melata appiccicosa, ovvero gli escrementi di tali insetti. Altro danno indiretto che gli afidi compiono è la possibile trasmissione di patologie virali come il “virus del mosaico comune” o il “virus del mosaico giallo”.

La difesa dagli afidi è tuttavia semplice mediante il Sapone Molle, corroborante che si usa disciolto in acqua e irrorato sulle piante nelle ore fresche della giornata. Finché il sapone non asciuga sulla vegetazione ha un potente effetto abbattente su questi insetti, senza inquinare né precludere la raccolta dei baccelli. Per piccole colture da balcone Sapone Molle è anche disponibile in formato spray già pronto all’uso.

Vi è poi anche il ragnetto rosso, Tetranycus urticae, acaro che sui fagioli si insedia sulla pagina inferiore delle foglie, tessendo fini ragnatele sericee e causando, sulla pagina superiore, numerose punteggiature necrotiche. Questo insetto sul fagiolo è dannoso soprattutto nei mesi più caldi, specie se siccitosi. Le irrigazioni possono aiutare a ridurne la presenza.

In natura esistono comunque degli acari predatori che si nutrono del ragnetto rosso, come il noto Phytoseilus persimilis. Viene utilizzato in programmi di lotta biologica per le colture professionali. In generale, anche in una coltivazione privata, evitare di usare prodotti fitosanitari non selettivi e avere a cuore la biodiversità, porta facilmente alla presenza degli organismi utili come questo.

Lumache

Le lumache (chiocciole e limacce) possono mangiare le piantine da poco emerse, precludendone in alcuni casi la sopravvivenza. Questi molluschi, infatti, compaiono di notte e solo il giorno dopo vediamo le foglie erose e forate. Allo scopo è utile Lumagreen, prodotto composto da sepiolite in granuli; assorbe l’umidità dal suolo creando un ambiente che dissuade la presenza di lumache e ne impedisce l’avvicinamento.

Raccolta

La raccolta di fagioli e di fagiolini deve essere realizzata al momento più opportuno, in particolare per i fagiolini, che sono buoni se teneri. Lasciati sulle piante più a lungo del necessario, iniziano a indurire e a formare il cosiddetto “filo” lungo uno dei due punti di sutura del baccello. La produzione è scalare e pertanto bisogna visitare molto spesso le piante, aprendole bene perché spesso i baccelli si mimetizzano con le foglie e possono andare persi.

Sui fagioli da sgranare invece c’è una maggiore elasticità, in quanto si può decidere per una raccolta di semi freschi o per l’essiccazione in campo.

Residui colturali

Tutti i residui colturali delle piante dei fagioli sono un materiale idoneo per il compostaggio, che è sempre interessante realizzare in modo da avere almeno parte della sostanza ammendante che serve per nutrire il terreno. Lasciare i resti a decomporsi sul suolo, come alternativa, va bene a patto che le piante siano sempre state sane, per non lasciare svernare i funghi sul terreno e proliferare.

Fagioli e rotazioni

Fagioli e fagiolini sono ottimi da coltivare prima dei cavoli autunnali, perché questi ultimi trovano un suolo arricchito naturalmente di azoto, elemento di cui sono avidi consumatori.

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