Anguria: come ottenere un frutto succoso e dissetante

L’anguria è uno dei classici frutti estivi, che si mangia tale e quale a spicchi o anche in macedonia insieme altre prelibatezze di stagione.

Insieme a fragola e melone è uno dei frutti che si ottiene dagli orti invece che dai frutteti, poiché viene prodotto da una specie erbacea a coltivazione annuale.

La coltivazione dell’anguria è di grande facilità, e richiede solo poche importanti accortezze. Per le produzioni private è sicuramente preferibile una gestione ecosostenibile, che preveda l’uso di concimi di origine naturale e di prodotti non inquinanti per la protezione dalle avversità.

Vediamo quali sono i passaggi necessari per una buona coltivazione dell’anguria dall’inizio alla fine, partendo da qualche informazione di base sulla pianta.

La specie

L’anguria (Citrullus lanatus) è una specie erbacea annuale della famiglia delle cucurbitacee, in cui rientrano anche zucca, zucca da zucchine, cetriolo e melone, tutte piante macroterme, che amano il caldo e il sole. La pianta ha un portamento strisciante ed è monoica, ovvero gli organi maschili e quelli femminili si trovano sulla stessa pianta ma in fiori distinti. I fiori sono gialli e molto meno grandi e meno vistosi rispetto a quelli di zucca e zucchina, ma come questi devono essere visitati dalle api e da altri insetti pronubi affinché avvenga la fecondazione di quelli femminili. Questa necessità lascia intendere l’importanza di preservare gli insetti utili nell’ambiente, evitando i trattamenti insetticidi non selettivi. Dal frutto femminile fecondato si forma il frutto, che inizialmente è minuscolo, come una noce, poi inizia a crescere fino a maturazione, che avviene in piena estate. La pianta, una volta prodotti i frutti, termina così il proprio ciclo e la coltura deve quindi essere riseminata ogni anno.

Condizioni di terreno ed esposizione ideali

L’anguria è una specie che predilige i terreni di medio impasto, ovvero quelli né troppo argillosi né troppo sciolti ma di una buona via di mezzo, e ricchi di sostanza organica. Il pH ottimale è leggermente acido, e il drenaggio deve essere buono per evitare i ristagni idrici che comportano i pericolosi marciumi radicali. L’esposizione migliore è sicuramente soleggiata.

Stagionalità dell’anguria e temperature ottimali

L’anguria è una pianta a raccolta estiva, che si mette nell’orto a primavera inoltrata con il trapianto delle piantine che può andare da inizio aprile e inizio maggio a seconda della latitudine, altitudine e del clima della singola annata. L’importante è non farsi mai prendere dalla fretta, perché trapianti anticipati in giornate calde di marzo seguite poi da ritorni di freddo possono essere deleteri. Il periodo di maturazione è compreso tra luglio e agosto ed è caratterizzato da una certa scalarità.

Per la germinazione servono almeno 14°C, ma a 25°C si ha una nascita molto più pronta. Durante la crescita le temperature ideali sono tra 21 e 28°C.

Quali varietà scegliere

Tra le varietà più note di anguria ci sono le Crimson, di cui esistono tipi tondi e tipi ovali e piuttosto grandi, la Sugar baby precoce che ha buccia scura invece della classica buccia striata di verde, e una varietà molto dolce e a maturazione precoce, dal nome giapponese Asahi Myako. Chi desidera frutti piccoli può orientarsi sulla mini anguria Modellino.

La semina delle piantine in semenzaio

La maggior parte delle persone che coltivano l’orto acquista le piantine presso i centri di giardinaggio o i negozi di agraria, ma nel caso dell’anguria, che ha semi abbastanza grandi, la semina in vasetti o vaschette è veramente molto facile. Per poterla realizzare serve una mini serra o un semenzaio a ripiani, anche piccolo purché coperto da materiale trasparente che garantisca calore all’interno. La semina in semenzaio avviene a marzo, con l’inserimento di un singolo seme per vasetto o sezione di vaschetta. In genere, date le dimensioni mediamente modeste degli orti privati, non occorre seminare molte piantine, poiché richiedono ampi sesti di impianto e quindi occupano tanto spazio. Tuttavia, è sempre utile una semina in sovrannumero rispetto alle esigenze, in modo da poter utilizzare quelle migliori.

Per la semina delle piantine serve un buon terriccio di qualità come Terriccio Professionale, un ottimo substrato composto da fini torbe bionde e torbe brune e arricchito da un concime minerale complesso che aiuta le piantine nelle primissime fasi di crescita.

Durante il periodo di semenzaio, le piantine dovranno ricevere irrigazioni regolari, ma non necessariamente quotidiane, perché la frequenza dipende dal ritmo di asciugatura del terriccio, relazionato a sua volta da temperature e umidità.

Preparare il terreno

Il terreno deve essere preparato accuratamente prima del trapianto delle piantine, mediante una buona lavorazione profonda, eseguita con vanga o forcone, e poi con attrezzi per le lavorazioni successive, ovvero zappa e rastrello.

La lavorazione del terreno consente l’interramento dei residui delle colture precedenti e dell’erba spontanea che nel frattempo ha popolato il terreno, ed è anche in momento in cui praticare la concimazione di fondo.

Per la concimazione di fondo ci sono svariati buoni prodotti, sulle cui dosi di utilizzo si rimanda alle confezioni o alle schede tecniche:

  • Bioactive: è un concime ricco di nutrienti, ma anche di micorrize, funghi che instaurano una simbiosi benefica con le radici dei vegetali, che risultano stimolate nella loro crescita e protette dai patogeni. Bioactive contiene anche Trichoderma, altro fungo antagonista che migliora la resistenza delle piante a patogeni come quelli responsabili dei marciumi radicali;
  • Humus di lombrico: è un ammendante di qualità che deriva dal lavoro di trasformazione che i lombrichi eseguono sul letame, cibandosene e trasformandolo in un prodotto ancora più ricco di enzimi e di nutrienti;
  • Lo Stallatico: il classico concime organico che va bene per tutte le piante, per una nutrizione completa e ben bilanciata.

Trapiantare le piantine

Le piantine sono pronte per il trapianto quando hanno circa 10 cm di altezza e delle foglie vere, oltre ai cotiledoni, ovvero le prime due foglioline che spuntano dopo la semina. Conviene tenere almeno un giorno o due le piantine fuori dal semenzaio, prima del trapianto, per favorire il loro adattamento alle condizioni ambientali esterne.

Al momento del trapianto si tracciano le file, con l’ausilio di paletti e spaghi, distanti circa due metri. Su ogni fila si lascia almeno un metro tra ogni pianta, tenuto conto del notevole sviluppo degli steli in orizzontale.

L’anguria è una coltura che necessita di spazio, ma per le esigenze di una famiglia possono anche bastare solo tre piante.

In fase di messa a dimora delle piantine, è auspicabile apportare nel terreno del fertilizzante in grado di apportare nutrimento per il loro sviluppo. Le soluzioni più indicate sono:

  • Ortofrutta Bio: concime completo, misto organico e minerale, adatto a tutti gli ortaggi e i fruttiferi. Ha una formulazione in pellet ed è particolarmente ricco di potassio, elemento molto richiesto dall’anguria;
  • Brave Crescita Sana: concime organico che contiene preziosi acidi umici e inoculi micorrizici, i quali, oltre a stimolare lo sviluppo delle radici, proteggono queste ultime da stress abiotici e parassitari.

Pacciamatura

L’anguria trae molto vantaggio dalla pacciamatura, che ostacola la nascita dell’erba spontanea e offre un appoggio ai frutti, che si sviluppano così su uno strato pulito e asciutto. Se la pacciamatura è sui teli neri, si assiste anche ad un anticipo della maturazione, grazie al calore che il nero genera.

Cure colturali

Irrigazioni

Le irrigazioni devono essere somministrate molto di frequente durante la fase di crescita delle piantine, a seconda dell’andamento meteorologico e delle temperature. Durante la fase di ingrossamento dei frutticini la disponibilità di acqua è altrettanto importante. Infatti, come è noto, le angurie sono frutti ricchi di acqua, e di conseguenza devono poterla assorbire dal suolo. Quando però i frutti hanno raggiunto la dimensione ottimale e iniziano la fase di maturazione, ulteriori irrigazioni non sono benefiche, ma al contrario possono provocare spaccature dei frutti o eccessiva diluizione dei succhi, fenomeno che si traduce in un sapore molto scialbo. Irrigazioni molto ridotte in prossimità della maturazione consentono di ottenere frutti più concentrati e saporiti.

Pulizia dalle malerbe

La pulizia dall’erba infestante, se non si sceglie di adottare la tecnica della pacciamatura, consiste in sarchiature tra le file, fintanto che la dimensione delle piante lo consente, e scerbature manuali in prossimità delle piante stesse.

La “potatura” dell’anguria

Per le piante di anguria viene tradizionalmente praticata la cimatura dello stelo principale al di sopra della quarta foglia, che ha lo scopo di anticipare la ramificazione e la maturazione contemporanea dei frutti, poiché si troveranno tutti su rami diversi. Al contrario, se si lascia la pianta libera di crescere in modo naturale, il primo frutto di una ramificazione si prende tutte le risorse e ritarda lo sviluppo di quelli successivi sulla stessa ramificazione. Ma questo in un orto privato può effettivamente essere un vantaggio, che consente una raccolta più scalare. Di conseguenza la scelta se cimare la pianta o meno è abbastanza soggettiva.

Patogeni e parassiti dell’anguria

Le avversità che possono colpire le angurie sono svariate, tra patogeni e parassiti animali. Bisogna puntare innanzitutto sulla prevenzione, mediante ampie rotazioni e irrigazioni che bagnino solo il suolo, come la microirrigazione a goccia. Negli orti vi è invece spesso l’abitudine di irrigare con la canna, spruzzando anche la parte aerea degli ortaggi, cosa che favorisce le malattie fungine.

Altra forma di prevenzione molto positiva è l’uso costante e tempestivo di corroboranti che aiutano a potenziare le difese naturali delle piante stesse. Tra questi, citiamo:

  • Zeolite: farina di roccia che disciolta in acqua per trattamenti sulla parte aerea delle angurie, le protegge da patogeni fungini e da insetti;
  • Caolino: farina di minerali argillosi, usata come la zeolite preserva in particolare dalle scottature da sole;
  • Lecitina di Soia: sostanza estratta dai semi della soia e per questo del tutto naturale. Protegge le piante dalle patologie fungine favorendo la resistenza delle pareti cellulari.

Tra gli insetti che maggiormente possono colpire l’anguria citiamo soprattutto afidi e aleurodidi, che succhiano la linfa a foglie e germogli, provocando un certo deperimento.

Contro questi fitofagi possiamo utilizzare Sapone Molle e Olio di Neem, due prodotti molto efficaci e privi di sostanze inquinanti, ammessi anche in agricoltura biologica.

Tra le malattie fungine invece si manifestano facilmente:

– peronospora e antracnosi, che possiamo fermare fin dai primi sintomi tramite prodotti rameici come Rame Active. Un prodotto potenziato da lignosolfonati, sostanze che ne favoriscono l’efficienza di impiego;

– tracheofusariosi, malattia causata da patogeni tellurici. Si possono ostacolare mediante l’utilizzo di Tricoder, un prodotto ad azione specifica contenente il Trichoderma, citato già sopra come fungo antagonista delle crittogame;

– oidio o mal bianco, per il quale possiamo trattare con Zolfo Fluido e Zolfo 80. Sono due prodotti che risolvono anche le eventuali carenze nutritive di questo elemento da parte della pianta.

Maturazione: come capire il momento della raccolta

Capire quando è pronta un’anguria non è affatto scontato, ma con l’esperienza si evitano gli errori, affidandosi ai seguenti indizi di maturazione:

  • scomparsa della pruina, quel velo bianco di polvere che prima è presente sul frutto;
  • disseccamento del viticcio vicino al peduncolo;
  • buccia liscia e tirata, senza solchi longitudinali;
  • emissione di un suono sordo se si battono le nocche sul frutto;
  • sbiancamento del fondo della buccia, al lato opposto al peduncolo.

L’anguria nelle rotazioni colturali

L’anguria deve essere coltivata ogni anno in parcelle diverse di terreno, in modo che non ritorni sulla stessa prima che siano passati almeno due anni, meglio ancora se tre. Durante questo intervallo sulla stessa parcella non dovrebbero essere coltivate neanche altre cucurbitacee, poiché tutta la famiglia può essere colpita da patogeni comuni.

L’anguria si avvantaggia della pratica di un sovescio a semina autunnale, da interrare un mese prima del trapianto, visto che questo avviene in primavera inoltrata. Il sovescio, che può consistere in un miscuglio di essenze graminacee, crucifere e brassicacee, è una forma di concimazione verde che arricchisce il suolo di sostanza organica e ne migliora ampiamente la struttura e la capacità di ritenzione idrica, tra le altre cose. Il miscuglio da sovescio può essere quindi inserito nelle rotazioni come le altre colture che arrivano a raccolto vero e proprio.

Prodotti suggeriti

Bioactive

Concime unico ed esclusivo, studiato per la preparazione del terreno destinato all’orto, al prato e al giardino. Apporta sostanza organica che rivitalizza il terreno e lo rende fertile.

Humus di lombrico

Prodotto organico, naturale ed ecosostenibile ottenuto dalla digestione dei lombrichi, i quali trasformano il letame bovino ed equino in un concime organico ricco di elementi nutritivi, enzimi e batteri che nutrono e sostengono le piante.

sacco di terriccio professionale

Terriccio Professionale

Il substrato ottenuto dalla miscelazione di torbe bionde e torbe brune selezionate di struttura fine, ideale per la semina di ortaggi e fiori.

sacco di stallatico

Lo Stallatico

Concime biologico totalmente naturale e completo che nutre le piante e mantiene fertile il terreno.

Ortofrutta Bio

Concime organo-minerale ideale per l’orto e il frutteto biologico. A base di materie prime selezionate, permette di nutrire le piante in maniera graduale mirata, nel rispetto di un’agricoltura sana e biologica.

Brave Crescita Sana

Prodotto organico e innovativo con inoculo di funghi micorrizici sviluppato per nutrire ortaggi, piante aromatiche, da frutto e ornamentali in modo completo ed efficace.

Lecitina di Soia

Prodotto naturale estratto dai semi di soia, agisce come potenziatore delle difese naturali delle piante rendendole meno suscettibili agli attacchi fungini

Zeolite

Agisce in modo meccanico coprendo la vegetazione e creando un ambiente inospitale per insetti e funghi.

Caolino

Prodotto utilizzato sulle piante per migliorare la qualità dei frutti e potenziare le difese della pianta.

Sapone Molle

Potenziatore delle difese della pianta nei confronti di insetti (es. afidi, aleurodidi, cocciniglie, cicaline, acari).

Rame Active

Prodotto a base di solfato di rame complessato con lignosolfonati, i quali sono dei com- posti naturali che derivano dalla lignina presente negli alberi.

Tricoder

Prodotto in grado di condizionare l’attività microbica del suolo apportando microrganismi utili alla pianta.

Zolfo Fluido

Aumenta le difese della pianta, oltre a favorirne lo sviluppo radicale e migliorarne la qualità dei frutti.

Zolfo 80

Prodotto organico e innovativo con inoculo di funghi micorrizici sviluppato per nutrire ortaggi, piante aromatiche, da frutto e ornamentali in modo completo ed efficace.

Continua a leggere...