Aleurodidi e tripidi: difendere le colture da questi comuni fitofagi

Aleurodidi e tripidi sono certamente tra i più comuni insetti che colpiscono le colture agrarie, dagli ortaggi alle piante da frutto fino alle tante essenze ornamentali che le persone amano vedere rigogliose nei propri giardini.

Sebbene si tratti di due tipologie di parassiti che colpiscono soprattutto le coltivazioni in serra, dove le temperature miti favoriscono la loro proliferazione continua, anche le piante all’aperto ne risultano facilmente attaccate, ragione per cui non bisogna mai abbassare la guardia.

Fortunatamente un altro aspetto che accomuna queste due categorie di insetti è la possibilità di lotta attraverso metodi del tutto ecosostenibili, con prodotti innovativi che non lasciano residui sulle parti eduli delle colture né sull’ambiente.

Di seguito quindi trovate una descrizione di aleurodidi e tripidi, e suggerimenti su come debellarli efficacemente ed ecologicamente.

Aleurodidi

Gli aleurodidi (Trialeurodes vaporariorum) sono piccole mosche bianche, dell’ordine dei Ditteri, lunghe appena 2 mm e ricoperte di cera bianca. Infestano in gran numero soprattutto la pagina inferiore delle foglie delle piante attaccate. Sottraggono da queste la linfa portandole ad ingiallimenti diffusi e un generale deperimento della vegetazione. Specie molto simile è Bemisia tabaci, che si trova in particolare sulle melanzane. Un danno indiretto è rappresentato dalla melata che questi insetti emettono; questa ha consistenza appiccicosa e favorisce la formazione di fumaggine, quella patina nerastra che ricorda lo smog e che deriva da funghi saprofiti.

Gli aleurodidi sono polifagi e si possono trovare su molte specie di ortaggi e piante ornamentali, all’aperto e, come anticipato sopra, soprattutto nelle serre, anche non riscaldate, all’interno delle quali possono compiere svariate generazioni all’anno.

Tripidi

I tripidi sono insetti di piccole dimensioni, dell’ordine dei Tisanotteri, di varie specie e colore, dal giallo pallido al verde chiaro.

I sintomi riconducibili ai tripidi sono tacche bianco argentee sulle foglie di molte specie, con necrosi di quei punti, che corrispondono alle punture di suzione della linfa di cui si nutrono. Come conseguenza, le foglie appaiono piene di microlesioni punteggianti e in molti casi ingialliscono, con il risultato di un deperimento generale della pianta che riduce così la produzione di frutti.

I tripidi amano le temperature miti, sopra i 12 °C, con l’ottimo a 25°C. Questa è la ragione per cui proliferano soprattutto nelle coltivazioni in serra, mentre all’aperto, così come molti altri fitofagi, sono presenti dalla primavera all’inizio dell’autunno.

Tra le più note specie di tripidi si annoverano il tripide occidentale (Frankliniella occidentalis), il tripide della cipolla (Thrips tabaci), che a dispetto dell’associazione alla cipolla è molto polifago, i tripidi degli agrumi (Heliothrips haemorrhoidalis e Pezothrips kellyanus) che provocano rugginosità bianco argentee, con tante punteggiature, sui frutti e anche sulle foglie.

I tripidi attaccano anche i frutti degli ortaggi: per esempio sui cetrioli i danni da tripidi si manifestano con deformazioni e strozzature in corrispondenza delle punture, ed è molto facile trovare negli orti cetrioli con queste caratteristiche.

Trappole per il monitoraggio

Chi coltiva in ambiente protetto dovrebbe installare precocemente delle trappole cromotropiche per il monitoraggio di tripidi e aleurodidi, in modo tale da avere sotto controllo l’infestazione. I tripidi, contrariamente agli altri insetti che sono attratti dal colore giallo, prediligono l’azzurro, ed è questo il colore delle trappole da utilizzare contro questo gruppo di parassiti. Le trappole per il monitoraggio comunque trovano impiego anche all’aperto, meglio su spazi dalla superficie ampia.

Brave Controllo Vivo

Brave Controllo Vivo è un prodotto molto innovativo che svolge un’azione specifica. Il prodotto consta in un inoculo di funghi micorrizici, ed è a base di aminoacidi vegetali e carbonio organico. La sua composizione favorisce e stimola lo sviluppo dei funghi utili come Metarhizium anisopliae e Beauveria bassiana. Questi sono presenti naturalmente nell’ambiente ma a concentrazioni molto più basse. I due funghi, entrando in contatto con gli insetti fitofagi, si riproducono parassitizzandoli, sia da larve sia da adulti, e ne provocano la morte.

Le api vengono risparmiate dai trattamenti con Brave Controllo Vivo, così come gli altri impollinatori. Inoltre non si verifica alcun inquinamento ambientale né residui sulle parti di pianta commestibili.

Il prodotto, in formulazione liquida, deve essere agitato bene prima dell’uso, diluito in acqua nella proporzione di 3 ml per litro. Va poi irrorato uniformemente sulla vegetazione da trattare, bagnando anche la pagina inferiore delle foglie, quella su cui si trovano spesso gli insetti da combattere.

Per l’esecuzione del trattamento è importante scegliere le ore più fresche della giornata, soprattutto in estate. Se necessario, può essere ripetuto già dopo 3-7 giorni.

Altri insetti contro cui il prodotto offre aiuto

Brave Controllo Vivo non ha effetto solo su aleurodidi e tripidi, ma aiuta le piante a sviluppare le difese contro altri insetti dannosi, tra cui:

  • afidi, che possono però essere anche trattati efficacemente anche con Sapone Molle;
  • cocciniglie, insetti che attaccano svariate colture e che sono favorite in particolare dalle chiome un po’ ombrose;
  • carpocapsa del melo, il classico “verme delle mele”, lepidottero che allo stadio di larva si insinua nei frutti scavandovi dannose gallerie;
  • tuta absoluta del pomodoro, altro lepidottero che danneggia i pomodori e altre solanacee. Lo fa deponendovi le uova e scavando gallerie in particolare nei frutti di qualsiasi stadio di maturazione;
  • dorifora della patata, noto coleottero che si ciba delle foglie delle piante di patata sia allo stadio larvale che adulto.

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